Sabato, 24 Marzo 2018 12:46

Montesilvano, Via Crucis in vernacolo

“Come preludio alla Settimana Santa, abbiamo pensato di invitare don Paolo Curioni, parroco della parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa e la compagnia teatrale, I Sempreverdi che ha recitato le quindici tappe della Via Crucis in dialetto abruzzese”.

È quanto ha dichiarato il presidente dell'Università Popolare della Terza Età di Montesilvano, Giuseppe Tini, al termine dell'incontro svoltosi ieri pomeriggio, venerdì 23 marzo, presso la sala Polifunzionale di Palazzo Baldoni.

“Don Paolo – ha ancora detto Tini – ci ha raccontato la nascita e la storia del pio esercizio della Via Crucis così come oggi noi la conosciamo. Le sue origini risalgono al XV secolo, quando in Olanda e Germania nacquero devozioni molto simili alla odierna Via Crucis. Fu nella prima metà del XVIII secolo, in Spagna, che questa pratica religiosa fu divisa in quattordici stazioni, diffondendosi anche in Sardegna, all'epoca sotto il dominio spagnolo. In Italia fu San Leonardo da Porto Maurizio a divulgare la devozione alla passione di Cristo, introducendo le meditazioni su ogni stazione. Nel 1750 papa Benedetto XIV, in occasione dell'anno giubilare, fece celebrare la Via Crucis al Colosseo. Negli ultimi anni si è introdotta anche la quindicesima stazione, quella della Resurrezione di Cristo”.

Subito dopo il discorso di don Paolo, gli attori della compagnia teatrale i Sempreverdi, hanno recitato in vernacolo i quindici momenti della passione e resurrezione di Cristo. “La compagnia dei Sempreverdi, diretta dal professor Procacci – ha concluso il presidente Tini -, anche in questa occasione ha saputo attirare l'interesse del pubblico in sala”. L'incontro si è concluso con la lettura, da parte del professor Procacci, della poesia del poeta pennese D'Aristotile, Sabato Santo.