Lunedì, 22 Ottobre 2018 15:55

Grande Pescara. Di Stefano, "sindaci, pur contrari,non prendono netta posizione"

Assemblea costitutiva Nuova Pescara - commissione interna per la predisposizione dello statuto provvisorio, Di Stefano contrario, "E' ora di gridarlo questo NO".

Ha partecipato all'assemblea esordendo nel suo intervento, chiedendo un minuto di silenzio in memoria di Montesilvano e Spoltore, "ovviamente una provocazione ironica che sottintende la cancellazione dalle mappe e dalla storia di questi due comuni. Spero che tale ironia non si tramuti in una tragica realtà" il commento del Gabriele Di Stefano.

"Ho partecipato all’assemblea costitutiva non perché complice di questo malaugurato progetto di malsana fusione, ma per evidenziare e ribadire anche in quella sede il NO determinato degli elettori che rappresento e di quella massa silente che pensava che non andando a votare a quel ingannevole referendum consultivo, pensava di evidenziare il proprio dissenso". Così il consiglere comunale di Montesilvano Di Stefano.

Chiede "Perché i Sindaci di Spoltore e Montesilvano, se pur contrari alla fusione nelle caratteristiche paventate da Pescara, non prendono una netta posizione? "

"Come loro anche gli altri consiglieri dei comuni da cancellare: contrari ma esclusivamente osservatori degli eventi, con interventi non netti a manifestare il proprio dissenso." Sostiene. "E’ ora di gridarlo questo NO, che sia chiaro e inequivocabile, uscendo allo scoperto prima che quest’inganno prenda forma e non si tratta di una questione di addomesticare, mediare e correggere un progetto, ma di cancellarlo definitivamente." Dice nell'assemblea- "E’ palese, dal giorno voto dei consiglieri regionali a l’Aquila, fino all’assemblea costitutiva, tutti eventi a cui ho partecipato, che questo piano è interesse di pochi a danno delle popolazioni dei comuni da cancellare, fatta passare come finta scelta democratica è solo il nuovo modo di catturare risorse altrui a proprio vantaggio, così come è palese che come nel 1927 Pescara si fuse con Castellammare Adriatico (cancellandolo) per diventare provincia, oggi mira a diventare capoluogo di regione, in una guerra di conquista di cui Montesilvano non vuole essere complice, carnefice e autore di questo vile furto."