Giovedì, 31 Ottobre 2019 17:50

Montesilvano/Terminal bus. Area sgambamento Dog village: quali le ragioni dello sgombero?

parco della libertà

Dirigente Scorrano: “scaduta convenzione”. Bettoschi: “nella lettera c’è scritto per realizzare fermata trasporto collettivo”. Intanto sul terminal c’è solo un progetto di fattibilità.

 

Martedì, in commissione Garanzia, il Dirigente Marco Scorrano e il consigliere Comunale delegato Valter Cozzi hanno chiarito la posizione del Comune sull’eventuale progetto terminal bus e la lettera di diffida per lo sgombero dall’area per lo sgambamento dei cani del Dog Village.

Ci sarebbe solo un Progetto di fattibilità Tua per il Terminal bus previsto a Montesilvano su cui l’Amministrazione dovrà esprimere un parere in futuro. Così il Dirigente Scorrano, come riferisce il presidente Antonio Saccone. Sarebbero previsti stalli che potrebbero, viene usato il condizionale, interessare il Parco della libertà e l’area del Dog Village. Saccone ha chiesto per quale ragione è stato spostato il progetto, previsto inizialmente accanto al PalaDeanMartin, nel parcheggio dei Grandi alberghi, dove le opposizioni, PD E M5S, hanno proposto espressamente di riportarlo. Tutto, però, pare che deve essere ancora definito e valutato dall'Amministrazione.

In ultimo il presidente di commissione ha voluto approfondire la diffida inviata al Dog Village relativa allo sgombero dell’area di sgambamento dei cani, per lasciar posto al terminal bus. “In realtà le cose non sono correlate. Le ragioni della lettera sono dovute al fatto che la convenzione è scaduta a marzo 2019, sia del canile, sia dell’area di sgambamento”, dichiara al telefono il dirigente comunale Marco Scorrano, “il Comune vuole tornare in possesso dell’area, pertanto – spiega – nella nuova assegnazione, sarà sottratta solo quella dello sgambamento”. Chiarisce, poi, “questo per evitare che in futuro possa essere preclusa una qualsiasi decisione di destinazione che implica quell’aria”.

“Sulla lettera è chiaramente scritto che è per ‘la realizzazione di una fermata per il trasporto collettivo’ e poi la prima lettera è stata inviata a Dicembre, quando non era scaduta la convenzione”. Insiste Gabriele Bettoschi, portavoce del Dog Village, che sta valutando, con il proprio avvocato, di adire le vie legali, e afferma: “Un progetto di terminal bus nazionale su cui non si sa nulla. Non c’è un progetto, questa è l’unica notizia sicura. Per indicare il luogo dove dovrebbe sorgere ci vuole un atto di giunta e non c’è”. Conclude:”è importante spiegare alla collettività, aldilà del canile e delle associazioni ambientaliste, che il danno è, soprattutto, sociale, perché in qualsiasi città il terminal bus, purtroppo, rischia, per sua natura, di diventare ricettacolo di balordi. Chi abita di fronte al parco domani si affaccia e troverà il Terminal bus, con tutte quelle conseguenze che minano la sicurezza”.

Ultima modifica il Lunedì, 04 Novembre 2019 12:55