Stampa questa pagina
Martedì, 21 Giugno 2022 15:57

Clima e politiche inattuate, flashmob a San Vito

 Chietino La prima causa contro lo Stato per inadempienza climatica arriva in Tribunale Mobilitazione in diverse città italiane, anche l’ Abruzzo è parte della “Causa del secolo”

I cambiamenti climatici rappresentano una crisi ambientale collettiva e globale, da questo assunto, diverse associazioni, comitati e realtà sociali hanno deciso di intraprendere una causa legale mai intentata prima in Italia, con cui chiamare in causa lo Stato per "inadempienza rispetto alle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici con conseguente violazione di alcuni diritti fondamentali." Martedì 21 giugno, a un anno dal deposito dell’atto di citazione, si terrà la seconda udienza dell’azione legale intentata da 203 ricorrenti contro lo Stato italiano per inazione climatica.

Nel corso dell’udienza per la prima volta le parti si troveranno l’una di fronte all’altra nelle aule del Tribunale civile di Roma, per presentare di fronte alla giudice le proprie argomentazioni. Da un lato il team legale che rappresenta 24 associazioni, 193 individui e 17 minori che hanno firmato l’atto di citazione. Dall’altra, l’Avvocatura dello Stato.

Tra i ricorrenti, dall’Abruzzo hanno fatto causa allo stato 4 associazioni, 2 minori rappresentati dai genitori e 2 adulti, perché questo tema globale ha pesanti ricadute anche a livello locale, nella Regione Abruzzo, terra dalla straordinaria biodiversità e, anche per questo, particolarmente vulnerabile di fronte all’emergenza climatica.

Le ragioni addotte:

•Il Calderone sul Gran Sasso, è stato declassato da ghiacciaio a glacionevato e la sua area è diminuita del 60% rispetto al secolo scorso. • Le coste abruzzesi subiscono i fenomeni di erosione con 83 chilometri di costa su 125 a rischio. • Le temperature sono aumentate di media di +2,2° tra gli anni ‘60 e il decennio 2009/2019, nel capoluogo, L’Aquila, di +3°. • Secondo le associazioni di agricoltori, con l’ondata di caldo che stiamo vivendo in queste settimane, c’è da preoccuparsi per la riduzione delle rese delle produzioni come il grano che, anche in Abruzzo, fa segnare quest'anno un calo di almeno il 15%. •Piove e nevica troppo poco anche in Abruzzo dove, nei mesi scorsi si sono toccati deficit superiori al 90% (Penne: -93,3%). Oltre alla questione agricoltura e alle infrastrutture obsolete, è da tempo che balzano agli occhi di tutti le continue interruzioni di fornitura di acqua potabile, che nel 2021/2022 ha visto interruzioni anche durante l’inverno, dovute in parte anche a drastici abbassamenti dei livelli delle falde acquifere.

"A fronte di questi dati non vediamo una reale consapevolezza politica e, anzi, assistiamo con sconcerto all’approvazione da parte della Giunta Regionale, di grandi opere e progetti che ricalcano quanto fatto nel passato, come i metanodotti SNAM e Larino-Chieti, scellerata scelta anche per le politiche energetiche del nostro paese: il gas è una fonte fossile, e l’uso di fonti fossili è tra le cause dei cambiamenti climatici, continuando su questa strada continueremo ad alimentare le cause della crisi climatica in atto."

Si legge in una nota.

"Per evidenziare la necessità di politiche pubbliche che riescano a mitigare l’emergenza climatica, anche i ricorrenti abruzzesi partecipano alle mobilitazioni realizzate in contemporanea all'udienza, con un flashmob a San Vito Chietino."

Articoli correlati (da tag)