Lo stato sociale, come è stato concepito e descritto, riguarda la società umana che ha attinenza con la vita dell'uomo in quanto partecipe di una comunità nella quale ha, o dovrebbe avere, sostanziali diritti di parità rispetto agli altri membri.
La vita sociale è svago, è famiglia, è amicizia, è impegno e partecipazione. Ma ci sono i presupposti per realizzare uno stato sociale?
a)-"La stupidità umana è infinita", ha detto Alberto Einstein (1879-1955).
b)-"La politica è un sistema dove gente senza coscienza comanda un popolo di smemorati", secondo Francesco-Maria Voltaire (1694-1778).
c)-"Homo homini lupus" (un uomo è un lupo per l'altro uomo) per Tito Maccio Plauto (255/250 a.C.-184 a.C.) e ( Giovanni Pascoli (1855-1912).
d)-E' stato anche scritto: La realtà è irrazionale e l'irrazionale è la realtà.
"Rebus sic stantibus" si può ipotizzare uno stato sociale? Non è impossibile. Vediamo.
Cominciamo dalla presa di coscienza che ci renderebbe meno stupidi e così, forse, potremmo approdare a qualche risultato facendo riferimento a quanto segue:
1)-Publio Terenzio Afro, (190/185 a,C.-159 a.C.), di etnia berbera, commediografo romano, uno dei primi latini ad introdurre il concetto di "humanitas", ha sentenziato: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto". (Sono un uomo e non c'è niente di umano che mi sia estraneo). E' un valido indirizzo morale.
2)-San Francesco d'Assisi (1181-1226) con il "Cantico delle creature" omaggia il creato e con esso la vita stessa e la Natura che io scrivo con la lettera maiuscola. Niente di più auspicabile.
3)-San Tommaso d'Aquino (1225-1274). "Bonum est diffusivum sui" (Il bene tende a diffondersi). E' quello che comunemente si dice: se stai bene tu, sta bene anche il tuo vicino.
Progetto impossibile da mettere in atto? Volere, a volte, è potere. "Intelligenti pauca": a buon intenditor poche parole.