Mercoledì, 10 Maggio 2023 11:47

Gran Sasso Scienze Institute/Bando comunicazioni, esclusi giornalisti pubblicisti dal concorso

Donato Fioriti, dirigente Figec Abruzzo-Cisal concorda con il Presidente Odg Abruzzo Stefano Pallotta: "non esiste un albo dei giornalisti professionisti, ma che l’Ordine dei giornalisti comprende due elenchi, professionisti e pubblicisti" 

“Riservare ai soli giornalisti professionisti, con l’esclusione dei giornalisti pubblicisti, la partecipazione al concorso per l’assunzione di personale nel settore della comunicazione bandito dal Gran Sasso Scienze Institute, è immotivato e giuridicamente non corretto”. Il Presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, che ha inviato una lettera al direttore generale dell’Istituto,  Mario Picasso. "Si fa notare – si afferma nella lettera – che non esiste un albo dei giornalisti professionisti, ma che l’Ordine dei giornalisti comprende due elenchi, professionisti e pubblicisti e che in materia di concorsi nella Pubblica amministrazione, relativamente all’Ufficio stampa e comunicazione, la legge 150 del 2000 non fa alcuna distinzione tra i due elenchi limitandosi a richiedere l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti”.

"Escludere i giornalisti pubblicisti dalla partecipazione ad un concorso relativo all’assunzione di personale nel settore della comunicazione, come risulta aver fatto fatto il Gran Sasso Scienze Institute, è giuridicamente non corretto, alla luce della legge 150/2000. " Così Donato Fioriti, dirigente Figec Abruzzo-Cisal (Federazione Italiana Giornalismo Editoria e Comunicazione).

"L’Ente in questione avrebbe dovuto fare riferimento alla sola iscrizione all’Ordine, che consta di due elenchi: professionisti e pubblicisti. Per cui, plaudiamo alla presa di posizione del Presidente dell’Odg d’Abruzzo Stefano Pallotta e, nel chiedere la modifica del bando, ci poniamo al suo fianco."

“Aggiungiamo -prosegue Fioriti- che una tale discriminazione non solo è figlia di una non conoscenza della normativa in materia, ma anche di una discriminazione non motivata verso una categoria lavorativa che spesso è fondamentale per il buon funzionamento di testate giornalistiche territoriali e nazionali”.