In un momento difficilissimo come questo, dove i prezzi aumentano, gli stipendi non bastano e in molti sono senza una sicurezza, le parole di Fassino colpiscono e affondano. Tralasciando il reddito di cittadinanza, a cui 159mila famiglie ha detto 'Ciaone proprio', il fatto che l'indennità sia poco allettante ormai per politici navigati come lui, fa venire alla mente tutte quelle persone che si rabbattano ogni giorno con due, tre lavori e gli extra a fine settimana, nonostante tutto non riescono a sbarcare il lunario e evitare di chiedere aiuto. Tutte persone in gamba, intelligenti, la maggior parte potrebbe essere parlamentare ma per tante ragioni evidenti non lo è.
Le parole di Fassino fanno pensare a tutti i lavoratori che pagano tasse e ratificano arretrati, rinunciano a viaggi, vacanze, mettono da parte i soldi per comprare un vestito al figlio, e sognano perchè solo questo è rimasto.
"Sono stato ingenuo, ma ho fatto una operazione verità". Piero Fassino ha rivendicato il suo gesto in aula alla Camera, 'sventolare' il cedolino per dimostrate che quello dei parlamentari non è uno "stipendio d'oro". Il deputato Pd ha mostrato l'indennità lorda dei deputati a luglio, 10.435 euro che, decurtati di tasse e altre voci (previdenza e sanità), scende a 4.718 euro netti al mese. Si legge su Adnkronos.
L'iniziativa dell'ex segretario dei Ds, che si è anche beccato la 'reprimenda' della segretaria del Pd Elly Schlein ("ha parlato a titolo personale"), ha riacceso la discussione sui guadagni degli inquilini di Camera e Senato. Tema tra i più sensibili, che insieme ai vitalizi ha animato polemiche e fatto scorrere fiumi di inchiostro sulla 'casta'. I conti fatti da Fassino tra gli scranni di Montecitorio, però, non sono precisissimi, come si evince anche dai bilanci del Parlamento.
In aula il deputato dem ha fatto riferimento solo all'indennità. Ma ogni deputato gode anche di un fondo 'per l'attività parlamentare' di 3.610 euro al mese. Fassino ha chiarito che il suo viene utilizzato per i compensi di due suoi collaboratori. Non è così per tutti, ovviamente. Poi c'è la voce diaria: 3.500 euro al mese. Ogni deputato decide come impiegarla. Nel Pd, per esempio, di solito viene versata al partito per le attività politiche, altri la utilizzano per le spese di alloggio (si può fare secondo le regole interne).
La diaria però non è fissa, può essere decurtata di 200 euro per ogni giorno di assenza nelle votazioni in aula e fino a 500 euro per le assenze negli organismi interni della Camera. Altro capitolo è poi rappresentato dalle spese di viaggio, per le quali sono previsti circa 3.300 euro trimestrali (una voce variabile, legata alla distanza tra residenza e un aeroporto) che si aggiungono alle facilitazioni per la circolazione (autostrade, treni).
C'è poi un forfait per il telefono (1.200 euro l'anno) e una dotazione per le spese informatiche a inizio legislatura (circa 5mila euro).
In Senato la situazione è grosso modo la stessa, anche se secondo qualche parlamentare palazzo Madama è piu "generoso". L'indennità si aggira sui 5mila euro mensili e la diaria sui 3500 euro, con un forfait di circa 1600 euro per le spese e di circa 2000 per l'esercizio di mandato, più altre coperture per viaggi e altre voci.
Non è la prima volta, a dir il vero, che un parlamentare si lamenta delle entrate ricavate dall'attività in aula. Tutti ricordano Luca Barbareschi quando a Il Fatto quotidiano affermò che 23 mila euro al mese non bastano per un deputato.
Sarebbe interessante livellare tutti gli stipendi di chi decide di far parte del sistema statale, impiegati, dirigenti, soprattutto politici, che dovrebbero essere appassionati e onorati del ruolo, a 1200/1500 euro al mese, così si potrebbero assumere altre persone, una specie di contratto di solidarietà.