Lunedì, 15 Febbraio 2016 19:04

Pescara. Bloccate borse lavoro malati psichiatrici, consiglieri pronti a sciopero della fame

Carrozzine determinate, Percorsi, cgil: 29 febbraio 2016 ore 10.00 manifestazione davanti la regione Abruzzo in viale bovio

Sciopero della fame di Lista Teodoro

Sono pronti, insieme alle famiglie dei malati psichiatrici, a intraprendere uno sciopero della fame se la Regione non stanzierà nuovi fondi per le borse lavoro delle quali usufruivano dal lontano Duemila. Ad annunciarlo i consiglieri comunali Piernicola Teodoro e Massimiliano Pignoli di Scegli Pescara-Lista Teodoro In Abruzzo sono in totale 300 i malati psichiatrici che usufruiscono delle borse lavoro, di cui 10 sono occupati all'interno del Comune di Pescara. Questa mattina una delegazione di familiari dei malati, 2 mamme e una sorella, hanno parlato con Pignoli e Teodoro dei benefici terapeutici ed economici avuti grazie a questo strumento e di ciò che potrebbe accadere se dal primo marzo le borse lavoro saranno, come annunciato, sospese. “La Regione, - dice Pignoli, - non intende finanziare più le borse lavoro perché considera questi malati di serie B, ma si sbaglia perché è come se a qualsiasi altro malato venissero tolti i medicinali. Le malattie psichiatriche sono delle vere e proprie patologie. Ci saremmo aspettati un incremento di queste borse lavoro e non di certo un taglio. Dal primo marzo questi ragazzi dove andranno a finire? Chiedo che vengano trovate le risorse e finanziate queste borse, altrimenti saremo costretti a forme di protesta eclatanti. Queste persone ci hanno messo la faccia e andranno avanti e per questa ragione se non si sistemerà la questione inizieremo uno sciopero della fame insieme”. “Faccio appello al presidente e amico D'Alfonso e all'assessore-amica Sclocco, che tra l'altro di professione fa la psicologa -, aggiunge Teodoro, - loro sono le uniche persone in grado di risolvere il problema. Qui si parla di una terapia, non di uno scherzo e i ragazzi sono tutti impegnati”. “Mio figlio,- dice Liliana Di Berardino, madre di un ragazzo di 37 anni affetto da schizofrenia differenziata, -si sentiva inutile ma grazie alla borsa lavoro è tornato a sorridere e a essere felice, sarebbe terribile se perdessimo questa opportunità”. “È migliorato molto da quando ha la borsa lavoro,- riferisce Anna Forgione, madre di un ragazzo di 39 anni bipolare e affetto da schizofrenia affettiva, - ora da quando ha saputo la notizia sta molto giù di morale e non sa che cosa fare, si sente perso perché prima era seguito”. “Da quando ha la borsa lavoro,- racconta Carla Masciovecchio, sorella di una 55enne affetta da una forma di schizofrenia, - apprezza molto di più la vita e si sente molto più realizzata e stimolata, prima manifestava più pessimismo e svogliatezza”.

Protesta davanti alla regione il 29 febbraio

La legge regionale 94/2000 relativa all'attivazione di Borse Lavoro a favore di utenti in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Abruzzo non è stata rifinanziata a partire dal 2015 e quindi i fondi, anche residui, finiranno a giorni, in particolare nella ASL di Pescara già dal prossimo 29 febbraio, a seguire termineranno le attività anche nelle altre tre Asl provinciali regionali.  Si legge in un comunicato di Carrozzine determinate, Percorsi, Cgil. Una Legge che ha consentito, da più di 15 anni, di sperimentare e avviare programmi innovativi di riabilitazione psichiatrica e di reinserimento lavorativo in normali contesti di vita sociale. E' stato uno strumento importante che ha offerto ad oltre 300 persone,ogni anno, esperienze e legami sociali, di valorizzazione e sviluppo delle proprie capacità,di appartenenza, di essere riconosciuti come parte integrante di un tessuto sociale. Nello stesso tempo è stato un'importante sostegno alle famiglie dei malati che hanno potuto contare su un aiuto concreto nella gestione delle difficoltà della vita quotidiana. Ma è stato anche uno dei pochi atti di innovazione, di riorganizzazione e risparmio della spesa socio-sanitaria. Perche' favorire percorsi di autonomia e inclusione sociale significa: prevenire processi di disgregazione e condizionamento nei nuclei familiari delle persone coinvolte,ridurre i ricoveri ospedalieri,contrastare la marginalizzazione sociale, evitare l'ingresso in strutture residenziali con costi enormemente più elevati di quelli necessari a favorire processi di autonomia ed inclusione.

Ultima modifica il Lunedì, 15 Febbraio 2016 19:38