Venerdì, 26 Gennaio 2024 09:49

Pena di morte, giustiziato con azoto in Alabama. La giuria raccomandò l'ergastolo all'epoca.

 E' la prima esecuzione al mondo con questo metodo crudele. Il messaggio del detenuto: "Oggi l'umanità fa un passo indietro". I parenti vittime: lo avevamo già perdonato.

L'azoto, gas incolore, inodore, ininfiammabile, chimicamente stabile, non tossico, diventa asfissiante in caso di eccessiva concentrazione nell’aria e quindi di mancanza dell'ossigeno. Il protocollo dell'esecuzione, descritto in un documento depositato in tribunale dalle autorità dello stato e citato da AbcNews, prevede che dopo essere stato legato alla barella, al detenuto venga applicato sul viso un "respiratore ad aria compressa, un tipo di maschera tipicamente utilizzata in ambienti industriali per fornire ossigeno salvavita". Letta la motivazione della sentenza e chiesto se ha qualcosa da dire prima che venga attivato "il sistema di ipossia da azoto" da un'altra stanza, l'azoto gassoso viene somministrato per almeno 15 minuti o "cinque minuti dopo la comparsa del tracciato piatto sull'Ecg".

Condannato nel 1989 per avere ucciso l'anno prima a colpi di coltello una donna, Elizabeth Sennett. Un omicidio su commissione del marito della vittima, un predicatore, che voleva intascare i soldi dell'assicurazione e promise 1000 dollari a Smith e a un altro sicario - già messo a morte nel 2010. Smith in tribunale sostenne di essere stato presente al delitto, ma di non avervi partecipato direttamente. La giuria popolare, nell'emettere verdetto di colpevolezza, raccomandò l'ergastolo: il giudice decise invece per la pena di morte.

Kenneth Eugene Smith, 58 anni, è stato giustiziato con un'esecuzione per ipossia da azoto avvenuta in un carcere dell'Alabama. Per la prima volta, nell'applicazione della pena di morte, viene utilizzato l'azoto. La Corte Suprema degli Stati Uniti, dopo la Corte d'appello, aveva respinto l'ultimo ricorso e il tentativo di bloccare quella che i legali del detenuto hanno definito una punizione "inusuale e crudele". Il decesso di Smith è avvenuto alle 20.25 del 25 gennaio. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, la morte è sopraggiunta a 15 minuti dall'inalazione dell'azoto. Il detenuto, come riferisce la Cnn, ha rilasciato una dichiarazione prima di morire: "Stasera l'Alabama ha costretto l'umanità a fare un passo indietro. Me ne vado provando amore, nella pace e nella luce. Grazie per avermi sostenuto, vi amo tutti".

I figli della vittima: " avevamo già perdonato."

All'esecuzione hanno assistito alcuni rappresentanti dei media. Secondo quanto riporta la Cnn, Smith è apparso cosciente per "diversi minuti dall'inizio dell'esecuzione". Nei 2 minuti successivi all'inalazione dell'azoto "tremava e si contorceva su una barella". Quindi, ha respirato profondamente per alcuni minuti prima che il movimento iniziasse a rallentare "fino a quando il respiro è diventato non più percepibile". Un altro testimone, il consigliere spirituale di Smith, che in precedenza aveva espresso preoccupazione per il fatto che il metodo potesse essere disumano, ha descritto la morte in termini più crudi, dicendo che è stata "la cosa più orribile che abbia mai visto". Smith, che indossava una maschera attraverso la quale gli è stato somministrato l'azoto, ha avuto le convulsioni quando il gas gli è stato somministrato, "si è contorto sulla barella ripetutamente. Stasera si è scatenato un male incredibile", ha affermato il reverendo Jeff Hood. Uno dei figli della vittima, Elizabeth Sennett, ha detto che la morte di Smith ha reso giustizia per sua madre. "Oggi qui non è successo nulla che possa riportare indietro la mamma. Niente", ha detto il fratello Mike Sennett alla conferenza stampa. “Siamo contenti che questa giornata sia finita. Tutte e tre le persone coinvolte in questo caso anni fa le abbiamo perdonate”.

John Hamm, responsabile del Dipartimento carcerario dell'Alabama, riferisce che il detenuto ha eseguito "alcuni movimenti involontari" e il suo respiro è diventato "affannoso": "Era tutto previsto secondo gli effetti collaterali che abbiamo visto e studiato sull'ipossia da azoto. Quindi nulla fuori dall'ordinario rispetto a ciò che ci aspettavamo".