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Mercoledì, 26 Febbraio 2025 09:53

NoName057/Ancora attacchi hacker all'Italia, oggi nel mirino siti di regioni e comuni

Come ieri, settore della pubblica amministrazione locale come target

Prosegue anche oggi la campagna di attacchi hacker Ddos all'Italia del gruppo NoName057. A quanto si apprende i target odierni sono, come già avvenuto ieri, del settore pubblica amministrazione locale, in particolare siti web di regioni e di comuni. Si legge su Adnkronos.

A quanto si apprende, la scelta dei target conferma il trend del gruppo che, non riuscendo a generare impatti sui portali di soggetti di alto profilo, al fine di proseguire con la sua propaganda sta selezionando obiettivi meno importanti e di conseguenza meno protetti.

Chi sarebbero i NoName057?

Secondo Wikipedia è il nome di un gruppo di dilettanti criminali informatici filorussi che si è presentato per la prima volta a marzo 2022 e da allora ha rivendicato la responsabilità di svariati attacchi cibernetici contro agenzie governative, media e aziende private ucraini, statunitensi ed europei, in particolare siti web di governi, mezzi di informazione e aziende.

Effettua prevalentemente attacchi dimostrativi di tipo DDoS, che poi rivendicano con messaggi sul loro canale Telegram. Il gruppo ha creato su GitHub una piattaforma chiamata DDosia, che consente a chiunque di condurre attacchi DDoS contro gli obiettivi scelti dal gruppo russo in cambio di ricompense in denaro.

NoName057 prende di mira paesi che considera "nemici della Russia", in special modo l'Ucraina e gli stati che ne supportano la difesa contro l'invasione russa, tra cui Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Norvegia, Finlandia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti.

Il gruppo collabora con altri analoghi gruppi hacker filo-russi, come Killnet e XakNet.

In Italia, in particolare, il gruppo si è reso responsabile di attacchi contro siti istituzionali e aziende nel febbraio e marzo 2023 e in occasione della visita del presidente ucraino Zelens'kyj a Roma nel maggio 2023, nel gennaio 2025 e nel febbraio 2025 usando come pretesto le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronunciate all’università di Marsiglia.

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