“La Regione Abruzzo aderisce al ricorso d’urgenza che la Tua e il Comune di Pescara presenteranno al Consiglio di Stato per richiedere un provvedimento monocratico di assoluta urgenza per sospendere l’ordinanza del Tar di Pescara sui bus elettrici lungo la Strada Parco. Armati di santa pazienza confidiamo che anche in questa occasione il Consiglio di Stato chiarirà i dubbi che sistematicamente vengono messi in discussione nelle sentenze del Tar. Siamo convinti anche dalla bontà del servizio mostrato in questi giorni di esercizio e dalla più che positiva risposta da parte dell’utenza”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Dichiarazione del Sindaco di Pescara sulla sospensiva della circolazione dei mezzi sulla strada Parco
“Non commento l'ordinanza del Tar, avendo massimo rispetto del lavoro dei giudici amministrativi. I nostri uffici e la nostra avvocatura ci hanno sempre sottolineato che il loro via libera incondizionato all’applicazione del piano della Tua, confermato dalla Regione Abruzzo, per l’attivazione dei bus elettrici, è scaturito da un’attività preliminare puntuale e meticolosa, con una valutazione approfondita di tutti gli aspetti. Per questo ci hanno consigliato di ricorrere immediatamente al Consiglio di Stato contro questa decisione, ed è ciò che faremo nell’interesse della comunità pescarese. Per quanto ci riguarda, sempre sentiti i nostri dirigenti e avvocati, continueremo a promuovere e ad attuare tutte le azioni previste dal nostro ordinamento per dare a Pescara un sistema di trasporto funzionale e in linea con le reali necessità del territorio, contrastando traffico e smog. Ribadisco, a questo proposito, quanto affermato il 28 aprile scorso, in occasione dell'attivazione dei bus, e cioè che il servizio pubblico di mobilità elettrica sull'ex tracciato ferroviario, con un percorso dedicato, è una rivoluzione, direi una rivoluzione attesa e accolta molto favorevolmente dai cittadini, come ci dicono i numeri della Tua, che parlano di presenze giornaliere su questi bus di oltre 5.000 utenti. A fronte di tali dati c'è la battaglia di retroguardia di alcuni cittadini, supportati dalla solita opposizione del NO a prescindere: ma, siamo certi, la loro azione non impedirà lo sviluppo della città in termini di mobilità sostenibile e di riduzione dell'inquinamento, che riteniamo imprescindibile. Colgo l’occasione per esprimere il mio dispiacere per il notevole disagio che gli utenti dell’area metropolitana pescarese vivranno nei prossimi giorni, considerato che la Tua ha annunciato, da domani, l’interruzione di questo servizio, che dopo tanti anni stava dando risposte concrete alle reali esigenze del territorio”.
Montesilvano, Sindaco: Notizia Sconcertante. Lino Ruggero "esterefatto"
“La notizia della sospensione del servizio Linea Verde 1 della TUA ha scosso profondamente le comunità di Montesilvano, generando un malcontento diffuso tra i cittadini che avevano abbracciato con entusiasmo e massiccio utilizzo il nuovo collegamento. L’ amministrazione comunale di Montesilvano esprime il suo totale disaccordo con la sentenza e annuncia la ferma intenzione di presentare ricorso al Consiglio di Stato per ribaltare questa decisione”. A riguardo, le parole del sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis: “ La sospensione del servizio Linea Verde 1 è una notizia per me sconcertante e assolutamente negativa, non tanto per le amministrazioni ma soprattutto per i cittadini che, in questo periodo, avevano massivamente utilizzato il mezzo, manifestando alto gradimento per il servizio. Quanto fatto finora dalla Tua e dagli amministratori di Montesilvano e Pescara, è stato sempre orientato a garantire il transito del mezzo che, come dimostrato in queste settimane, aveva raggiunto diversi importanti obiettivi. Innanzitutto la nuova linea ha ridotto notevolmente il traffico veicolare, ha abbattuto l’inquinamento atmosferico ed era riuscita a collegare in maniera più rapida non solo Montesilvano e Pescara, ma anche l’intero territorio da nord a sud. Da quando è stata divulgata la notizia di sospensione del servizio, assistiamo al generico malcontento dei cittadini e siamo altresì felici che manifestino il loro disappunto attraverso i mezzi di comunicazione a loro disposizione, perché siamo dalla loro parte e ci batteremo per ripristinare un servizio utile, pratico e funzionale. Pertanto, siamo pronti a fare ricorso presso il Consiglio di Stato per cercare di ribaltare la sentenza”. Alle parole del sindaco di Montesilvano si aggiungono anche quelle dell’assessore alla viabilità, Lino Ruggero: “Sono esterefatto da questa notizia e totalmente in disaccordo con la sentenza. L’inaugurazione della Linea è stato un traguardo raggiunto dopo lungo tempo e, inizialmente con la resistenza e la diffidenza di tanti. Ma dopo poche settimane dall’avvio del servizio, posso garantire che anche quanti erano contrari al suo transito, oggi ne ravvisano vantaggi e benefici. Un servizio comodo, facile, utile, che garantiva un collegamento con la vicina Pescara e con il territorio circostante, portando benefici. Ad essere collegate non erano solo le due città, ma gli eventi, le strutture, gli hotel, i servizi. Per non parlare della riduzione del traffico veicolare e di conseguenza della riduzione dell’inquinamento atmosferico, elementi da non sottovalutare assolutamente”. L’amministrazione si schiera dunque al fianco dei cittadini, comprendendo il loro malcontento e apprezzando la loro mobilitazione attraverso i mezzi di comunicazione. L'impegno è massimo per il ripristino di un servizio che si è dimostrato utile, pratico e funzionale. La battaglia legale al Consiglio di Stato rappresenta un passo fondamentale per assicurare che la Linea Verde 1 torni a servire le comunità di Montesilvano e Pescara.
Di Marco (PD): “Sentenza Piano d’Orta conferma la verità: atti illegittimi dell’ex sindaco, il Comune è stato assente.
Quando ero presidente della Provincia, io firmai l’ordinanza che individuava Edison come inquinatore” “La recente sentenza del Consiglio di Stato sul caso dell’area ex Montecatini a Piano d’Orta rappresenta un passaggio fondamentale che rafforza e conferma quanto ho sempre sostenuto: gli atti dell’ex sindaco di Bolognano sono stati giuridicamente errati e tecnicamente inefficaci, come oggi certificato oggi dal Consiglio di Stato a quasi dieci anni dall’inizio della ragione del contendere”, commenta il consigliere Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio del Consiglio regionale. “La decisione evidenzia la totale inerzia del Comune di Bolognano negli ultimi anni: dal 2019 a oggi non è riuscito a produrre atti adeguati, lasciando sedimentare una situazione che richiedeva invece determinazione, legalità e tempestività – sottolinea Di Marco - . La sentenza del Consiglio di Stato emessa in questi giorni sottolinea che il Comune di Bolognano, non solo ha agito in modo approssimativo, ma ha prodotto atti già viziati da carenze istruttorie e difetti di motivazione, come evidenziato dalla lunga sequenza di ricorsi, sospensive, commissariamenti e contraddizioni tecnico-amministrative. I giudici evidenziano carenze sia del primo atto firmato dall’ex sindaco, viziato da una violazione del principio di proporzionalità non essendo stato specificato quali immobili e quali parti di essi siano da demolire o mettere in sicurezza da parte della proprietà, la Moligean, tanto da finire annullata per questo. Sorte che tocca anche agli atti successivi firmati da Guido Di Bartolomeo, che hanno portato all’infondatezza degli svariati ricorsi nati nel corso degli anni, che hanno pregiudicato i tempi di rinascita di quel sito. Quando ho assunto l’incarico di Presidente della Provincia di Pescara, una delle prime azioni adottate è stata proprio l’emanazione delle ordinanze che identificavano in Edison il soggetto responsabile dell’inquinamento del sito di Bussi e Piano d’Orta. Lo feci con prontezza, sulla base di dati, pareri tecnici e senza alcun tentennamento politico, perché sapevo quanto fosse delicata la questione, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per la tutela della salute pubblica. Oggi, con la legittimità della mia ordinanza che individuava Edison come soggetto inquinatore, ormai non più in discussione e con questo pronunciamento del Consiglio di Stato che cancella ogni alibi, resta un’unica direzione da seguire: completare la bonifica del sito, con il coinvolgimento pieno del soggetto responsabile e l’abbandono di ogni tentativo di deresponsabilizzazione. Continuerò a lavorare, anche da vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio, perché i territori e le comunità colpite non siano più vittime dell’inerzia e delle omissioni, ma tornino al centro delle politiche pubbliche e delle scelte concrete per la giustizia ambientale”.