Lo fa sapere la LEAL.
Un risultato, atteso da vent’anni, che segna un cambio di prospettiva radicale: la tutela penale riguarda finalmente l’animale in quanto essere senziente e non più solo il sentimento dell’uomo verso di esso.
La nuova normativa, a prima firma dell’onorevole Michela Vittoria Brambilla, introduce pene più severe per chi maltratta, uccide o abbandona animali. Per il maltrattamento si rischia fino a 2 anni di reclusione, senza più la possibilità di sanzioni pecuniarie alternative: il carcere diventa realtà anche per questi reati. Le multe sono state aumentate fino a 30.000 euro per il maltrattamento e fino a 60.000 euro nei casi più gravi di uccisione con sevizie o prolungata sofferenza.
Tra le novità più rilevanti, si introduce il divieto di abbattimento degli animali coinvolti nei procedimenti penali: gli animali dovranno restare sotto custodia fino alla fine del processo, garantendo così la loro tutela effettiva e impedendo che vengano soppressi prima dell’accertamento della verità giudiziaria.
.Gian Marco Prampolini, presidente LEAL dichiara: “Oggi celebriamo una svolta per la giustizia animale in Italia: l’approvazione di questa legge cha abbiamo sempre appoggiato come LEAL: Tuttavia, questa vittoria è solo l’inizio: continueremo a lavorare affinché nessun crimine contro gli animali resti impunito e perché la prevenzione, la vigilanza e la cultura del rispetto diventino pilastri della nostra società. I reati contro gli animali sono ancora troppi e troppo spesso sommersi: la lotta non si ferma qui. La legge approvata oggi è una risposta concreta alla richiesta di giustizia che arriva da milioni di cittadini e dal mondo animalista, ma la strada verso un’effettiva tutela degli animali è ancora lunga”.