Mercoledì, 04 Novembre 2026 18:46

“Ta-pù lu trumbone d’accumpagnamente”. Al via la nuova Stagione di Teatro Dialettale a Orsogna.

L'opera del Poeta Modesto Della Porta inaugura la 4° rassegna “Plinio Silverii”.


Domenica 8 novembre, presso il Teatro Comunale “Camillo De
Nardis”, gli Amici della Ribalta di Lanciano portano in scena “Ta-pù
lu trumbone d’accumpagnamente”, un viaggio tra poesia, ironia,
musica e identità abruzzese.
Ci sono tradizioni che non appartengono soltanto alla memoria, ma continuano a
vivere ogni volta che qualcuno trova il modo di raccontarle, interpretarle e
trasmetterle alle nuove generazioni. Il teatro dialettale è una di queste. È una forma
d'arte che custodisce la lingua dei nostri padri, le espressioni della quotidianità, i
caratteri di un popolo e quella particolare capacità di sorridere delle proprie
debolezze che rappresenta una delle manifestazioni più autentiche della cultura
popolare.
È proprio nel segno di questo patrimonio culturale che domenica 8 novembre 2026,
alle ore 17.30, il Teatro Comunale “Camillo De Nardis” di Orsogna aprirà il sipario
sulla IV Stagione della Rassegna di Teatro Dialettale “Plinio Silverii”, curata dalla
compagnia I Guardiani dell’Oca per la direzione artistica di Zenone Benedetto.
Ad inaugurare la nuova stagione sarà la compagnia Amici della Ribalta di
Lanciano, che presenterà lo spettacolo “Ta-pù lu trumbone d’accumpagnamente”,
tratto dall'omonima raccolta poetica di Modesto Della Porta, con la regia di Mario
Pupillo.
Un'apertura particolarmente significativa, affidata a un'opera che rappresenta molto
più di un semplice omaggio alla comicità dialettale: è un incontro con uno dei
protagonisti più originali della letteratura popolare abruzzese, un autore che ha saputo
trasformare il mondo degli uomini comuni in materia poetica, raccontandone
contraddizioni, fatiche, aspirazioni, piccole vanità e grandi fragilità con una scrittura
capace di far ridere, ma anche di far riflettere.
Nato a Guardiagrele nel 1885, Modesto Della Porta è stato poeta, sarto, dicitore e
musicista. Una figura singolare e profondamente legata alla propria terra, che ha
saputo dare dignità letteraria al dialetto, utilizzandolo non come semplice strumento
di comunicazione quotidiana, ma come una lingua ricca di possibilità espressive,
capace di restituire emozioni, pensieri e osservazioni sulla società.
La sua opera più conosciuta, “Ta-pù, lu trumbone d’accumpagnamente”, pubblicata
nel 1933, rappresenta una delle testimonianze più significative della poesia dialettale
abruzzese.
Nei suoi versi convivono comicità e malinconia, ironia e amarezza, leggerezza e
profondità. Della Porta osserva il mondo attraverso gli occhi della gente comune, dà
voce a personaggi popolari, ne racconta le difficoltà e le aspirazioni, mettendo spesso
a nudo, attraverso il sorriso, le ingiustizie e le contraddizioni della condizione umana.
La sua non è una comicità fine a se stessa. Dietro la battuta, il gioco linguistico e la
caricatura si nasconde uno sguardo attento e disincantato sulla realtà. Il poeta sa
cogliere la grandezza delle persone semplici, raccontandone la dignità anche quando
la vita le colloca ai margini, e riesce a trasformare episodi apparentemente ordinari in
riflessioni universali.
È questa la ragione per cui i suoi componimenti continuano a parlare anche a chi non
ha conosciuto direttamente il mondo che li ha generati. Il dialetto di Guardiagrele
diventa così patrimonio di un'intera regione, perché nei suoi personaggi e nelle sue
storie ogni comunità abruzzese può riconoscere qualcosa di sé.
Portare le poesie di Modesto Della Porta sulla scena teatrale significa affrontare una
sfida artistica tutt'altro che semplice.
La poesia nasce infatti con una propria musicalità, con tempi e ritmi legati alla parola,
alla voce e alla capacità interpretativa di chi la declama. Il teatro richiede invece una
costruzione drammaturgica, una successione di situazioni, presenze, movimenti e
relazioni capaci di trasformare il testo in un'esperienza scenica.
La compagnia Amici della Ribalta ha scelto di affrontare questa sfida attraverso un
lavoro di trasposizione che non intende tradire la scrittura originale, ma renderne
visibile tutto ciò che in essa è già presente.
Il progetto, riproposto dopo quasi vent'anni da una precedente esperienza che aveva
raccolto consensi e riconoscimenti, nasce proprio dalla volontà di restituire nuova
vita a un'opera importante della cultura abruzzese.
In scena, Elia Iezzi interpreta Modesto Della Porta, facendone rivivere la figura
attraverso il suo tavolino da sarto, luogo simbolico dal quale prendono forma i versi e
i personaggi del poeta. È come se Modesto, tra ago, filo e stoffe, continuasse a cucire
non soltanto abiti, ma storie, esistenze e frammenti di umanità.
Attorno a lui si materializzano i protagonisti delle sue poesie, dando corpo a quel
piccolo grande universo popolare che l'autore ha saputo osservare e raccontare con
straordinaria sensibilità.
Il risultato è un percorso teatrale nel quale la parola dialettale si intreccia con la
recitazione, la musica e la presenza scenica, restituendo al pubblico atmosfere, volti e
situazioni di un tempo lontano, ma non per questo estraneo alla sensibilità
contemporanea.
Accanto alla regia di Mario Pupillo, il lavoro si avvale della collaborazione di Luigi
Marfisi. Lo spettacolo coinvolge un gruppo di quindici interpreti e vede la
partecipazione di Elia Iezzi, con un impianto scenico arricchito da musica e momenti
coreografici.
Un allestimento che dimostra come il teatro dialettale possa andare oltre la semplice
riproposizione di testi del passato e diventare un autentico strumento di ricerca,
valorizzazione e trasmissione culturale.

TARIFFE BIGLIETTERIA:
ABBONAMENTO € 60
SINGOLO SPETTACOLO € 15
ORARI BIGLIETTERIA:
LUNEDI’ – MARTEDI’ 10.00 – 13.00
MERCOLEDI’ 16.00 – 18.00
GIOVEDI’ – VENERDI’ 10.00 – 13.00
E DA UN’ORA PRIMA DELLO SPETTACOLO