"Dopo trent'anni di discussioni, in cui tutte le parti politiche hanno tentato di cambiare la seconda parte della Costituzione per rendere il nostro sistema istituzionale più moderno ed efficace per i cittadini, finalmente abbiamo la possibilità di contribuire con la nostra firma a costruire uno Stato più moderno e funzionante.” Così il Pd di Montesilvano. “In questi anni la crisi della politica, la distanza tra cittadini, partiti e istituzioni sono cresciute. Solo dimostrando la volontà di cambiare mettendo prima in discussione se stessi, la politica e le istituzioni possono ricostruire quel rapporto forte tra cittadini, Stato e democrazia di cui il Paese ha bisogno.”
E ancora “Questa riforma serve al Paese, sbaglia chi dice che si è perso tempo a discuterla mentre i problemi dell'Italia sono altri: costruire uno Stato più efficiente, meno burocratico, ridurre i costi e i privilegi della politica, restituire credibilità alle istituzioni, sono condizioni fondamentali per rispondere ai problemi dei cittadini e difendere la nostra democrazia. Con la riforma si supera finalmente il bicameralismo perfetto, sarà solo la Camera a legiferare e a dare la fiducia al Governo e il Senato, che voterà con la Camera solo le leggi e gli organi costituzionali, rappresenterà le autonomie territoriali, cioè Regioni e Comuni, e si occuperà del rapporti tra Stato, Enti territoriali e Europa. Il nuovo Senato da 320 parlamentari sarà invece costituito da 100 membri eletti tra i sindaci e i consiglieri regionali che svolgeranno questo ruolo di rappresentanza senza alcuna indennità aggiuntiva. Oltre a ciò si cancellano dalla Costituzione le Provincie e il Cnel, si creano strumenti che definiscono corsie preferenziali e tempi certi, sia per le leggi proposte dal governo, riducendo gli spazi per la decretazione d'urgenza, sia per le leggi di iniziativa popolare; e si pongono tetti agli stipendi e alle spese dei consigli regionali. Ancora si interviene per rafforzare gli strumenti di democrazia diretta: si facilita la presentazione e la discussione delle leggi di iniziativa popolare, si cambiano le regole del referendum abrogativo per impedire che il quorum, così come avviene ora, diventi uno strumento per vanificarlo e si introduce l'istituto del referendum propositivo o di indirizzo. C'è molto altro in questa riforma e ci sarà tempo e modo per informarsi e approfondire nei prossimi mesi in vista del referendum. Saranno i cittadini italiani a scegliere se sostenere il cambiamento, la costruzione di uno Stato più moderno e funzionante, o lasciare le cose come stanno".