M5S mette d'accordo tutti, assurgendo a 'punchingball politico'. Tutti contro i pentastellati che rifiutarono di nominare gli scrutatori, non presenziando alla riunione perché non concordi con il metodo. L'argomento brucia, si sta parlando di nomine di scrutatori, un tassello importante nella carriera politica. Ballarini e gli altri erano per il sorteggio tra studenti e persone i difficoltà ma le cose, a differenza di molti comuni Abruzzesi, sono andate diversamente.
“Ognuno faccia i nomi degli scrutatori nominati”. Cristhian Di Carlo del M5S insiste, “dov'è questo codice etico? Disatteso, perchè c'è un terzo delle persone, nominate per la seconda volta.” E annovera un punto difficile da digerire, “Ci sono nella lista le fidanzate dei consiglieri, è già stato detto sui giornali” Per di Carlo manca il requisito della rotazione e chiede di pubblicare la lista completa “altrimenti lo faremo noi”.
Dal 2007 a l 2012 Maragno era in commissione elettorale, così tiene a sottolineare: “il sindaco nominava 30/40 cittadini, noi abbiamo preso in carico le richieste dei cittadini presentati nella 'pubblica piazza', pochi il primo anno, questo anno la sala consiliare erano piena.” E afferma, “Non siamo andati a chiedere la dichiarazione redditi, quelli che hanno chiesto di fare gli scrutatori li abbiamo nominati e segnalato quelli con il grado di parentela”.
“Tutti sapevano di quella riunione, le persone che volevano essere nominate potevano partecipare e chiederlo”. Nessuna questione morale per Maragno, quindi, “La legge dice questo e abbiamo applicato la legge” Ancora, ”Molti hanno dichiarato lo stato di bisogno, il fatto che c'era la fidanzata di un consigliere, non mi appassiona, se non è abbiente a me non interessa”. Liquida così la faccenda. “Dispiaciuto”, che ilM5s non ha partecipato alla riunione “poteva farne parte e nominare, massima trasparenza”.
Interviene Paola Ballarini che ricorda: “ci sono figli di dirigenti, il sindaco non può dire che non lo ha notato, stesso cognome, la legge lo permette ma è inopportuno”. Tirato in ballo dalla Ballarini, Lino Ruggero, presidente della commissione elettorale esordisce: “stiamo parlando del sesso degli angeli, Manuel Anelli cambiò residenza da Cappelle a Montesilvano, per fare il candidato sindaco”. E poi “nessuna responsabilità politica per una mancanza di pubblicazione dei nomi, facciamola.” Riporta in ballo il “Populismo”, la loro assenza alla riunione diventa un'arma contro M5S, “non avete partecipato così significa che non conoscete persone che hanno bisogno”. In ultimo: “Se poi c'è il figlio di un dipendente comunale che vive da solo, non è un bamboccione e non si fa campare dai genitori non credo si debba giudicare”.
Anthony Aliano, concorde con Maragno, e la questione si sposta sull'indigenza delle persone, “voi pensate di fare la lezione di morale a chi ha sottoscritto un codice etico?”
La chiosa finale di Feliciano D'Ignazio, dopo a battuta di Pietro Gabriele “io non sono parente dell'arcangelo” che ha provocato enorme ilarità tra i presenti: “chi siamo noi per decidere e giudicare, io ho massima fiducia, nella lista sono tutti indigenti e bisognosi, non accetto lezioni di moralità da chi è indagato per lo scandalo delle firme a Palermo”.
Il voto dei primi due punti dell'ordine del giorno: passano subito.
Si alla Variazione d’urgenza al Bilancio di Previsione Finanziario 2016/2018. Ratifica della deliberazione di G.C. n. 271 in data 25/10/2016 adottata ai sensi dell’art. 175, comma 4, del D. Lgs. n. 267/00, tutti votano sì tranne i tre del M5S. Sì invece del M5S, alla ratifica Fondo solidarietà dello Stato 37 mila euro in più ratifica della delibera, si astengono Rossi e D'Ignazio e Gabriele.