“Perché non proponiamo noi un nome per la nuova piazza? Tipo, piazza degli Antò, dal nome di un famoso film girato a Montesilvano”. La guerra degli Antò, di Riccardo Milani, 1999. La proposta frutto dell'incontro preparatorio del comitato Saline-Marina-PP1 con il Comune di Montesilvano, Coffe workshop nella Piazza del Curvone, previsto per Venerdì prossimo 3 Marzo 18-20.
L'idea di cercare un nome che provenga dalla gente è sostenuta dal consigliere comunale Gabriele Di Stefano, indipendente del gruppo misto, ex Pd: ”ci ha promesso l'appoggio in consiglio comunale”. Riferisce l'architetto Di Giampietro che ricorda, progetti alla mano: rifacimento di via Maresca-alberghi, la grande piazza, il nuovo ponte foce del Saline. “Progetti da valutare con gli occhi competenti di chi in zona ci vive, prima che si facciano altri scempi, come quelli della pista ciclabile lungomare o del ponte (stradale) sul Saline o della tangenziale al cimitero (e da inaugurare prima possibile).”
Se l'idea è di una piazza identitaria, il nome "Guerra degli Antò", film sulla subcultura punk, per la nuova zona al curvone, appare azzardata. Quella raccontata non è esattamente Montesilvano: né nell'espressione linguistica, né storica, né descrittiva. La storia di 4 ragazzi, che parlano con accento marsicano, lontanissimo da quello locale, hanno ottimi lavori e sono disagiati per fatti propri ma danno colpa alla città di tutti i mali, tranne quelli che la perseguitano realmente. Vengono fatti oggetto di una burla dalle figlie di un palazzinaro locale, in nuce, la trama. Da una parte emerge una lotta di classe avulsa dal contesto Abruzzo e da Montesilvano in particolare. Dall'altra ci sono stereotipi regionali come quello della scena in cui il protagonista beve la centerba a garganella dalla bottiglia in centro a Bologna.
Punk a Montesilvano, da quel che risulta, non si sono visti e men che meno negli anni '90.
“Antò, aritorna alla casa, tuttu lu paese ti aspetta alla sctazione”, dice la mamma a Chi l'ha visto? Così Montesilvano appare come un paesino, era già città all'epoca. Difficile infilare i 40mila abitanti del 1999 e la banda alla stazione.
I nomi dei protagonisti sono tutti Antò, Lu Zorru? Avete mai sentito un montesilvanese dire Zorru, Porcu?
Dedicare una piazza a La guerrà degli Antò, a Montesilvano, sarebbe come incatenarla, condannarla all'ombra. Simbolicamente ricorda un po' il gesto di Abelardo, auto evirazione, fatto per amore, ma sempre evirazione è stata.
Rimane buona la proposta che il nome debba venire dalla gente, così si potrebbero prendere in considerazione personaggi illustri come Ferdinando Agostinoni, scrittore montesilvanese, fotografo, maestro che insegnava a leggere e scrivere all'inizio del '900, ai figli dei contadini nelle pause di lavoro nei campi, la biblioteca è già dedicata a lui. Dean Martin, a cui è intitolata la struttura del Palacongressi, oppure la prima donna imprenditrice della città, Regina, che vendeva il caffè alla stazione.
L'auspicio è che sia un nome che crei atmosfera turistica, persino banale: Piazza del Sole, del mare, delfini, amore, cuore...