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Venerdì, 14 Aprile 2017 18:25

Montesilvano/Sprar. Migranti in Via Napoli, cittadini: pronti alla battaglia con ronde, esposti e firme.

Osvaldo Cucciniello, comitato Via Firenze-Via Napoli Osvaldo Cucciniello, comitato Via Firenze-Via Napoli foto di Angela Curatolo

"Maragno disse che considerava queste vie come Frattini a Roma, poi cosa è successo per cambiare idea?" Cittadini protestano contro la decisione del Sindaco e della Giunta di collocare uno dei centri Sprar in via Napoli, “abbiamo già tanti altri problemi”. Lo Sprar ridurrebbe a 161 il numero dei rifugiati in seconda accoglienza con lo scopo di reintegrazione. E ci si chiede se può essere l'alba di un atteggiamento NIMBY davanti alla necessità di intervenire.

 

A via Napoli n. 3 uno stabile (erroneamente indicato nell'articolo di ieri Salus) sarà destinato ad accogliere i rifugiati, in prima accoglienza con i Cas o in seconda con gli Sprar, quest'ultimo solo se il 4 maggio verrà approvato il finanziamento dal Ministero del progetto Comunale.

Come Sprar, il palazzo della via ospiterebbe poche persone in 4 unità, si tratta di 15 madri con bambini. Come Cas invece l'intero stabile sarebbe destinato all'accoglienza primaria.

Il quadrilatero di Via Napoli, è composto da zone residenziali, vicino alla pineta e al mare, nonostante sia turistico, comporta molti problemi da anni: prostituzione, spaccio, furti, persino bivacco. I cittadini, costituiti in un Comitato guidato da Osvaldo Cucciniello, sono pronti a 'combattere' perchè sono fermi su un punto:  non vogliono centri di accoglienza, né di prima né di seconda.

Cucciniello ribadisce che i cittadini del quartiere “difendono un diritto” e soprattutto rifiutano la decisione delle autorità competenti di cambiare ciò che è riportato nel progetto: “Con gli Sprar è stato garantito che le strutture sarebbero state aperte in zone interne della città e non in luoghi turistici. Maragno disse che considerava queste vie come Via Frattini a Roma. Cosa è successo perché ha cambiato idea?”

E' pur vero che il Comune fa appello alla “urgenza e necessità” della situazione riportata nel documento ma questo non è sufficiente a placare l'agitazione degli abitanti del quartiere.

Deluso per quello che indica come “mancanza di coerenza” dell'Amministrazione, dopo una riunione ieri al Comune, dove ha appreso lo stato dei fatti, Cucciniello insiste per sapere: “cosa è cambiato rispetto a pochi giorni fa? Non ci fidiamo più delle parole né dette né scritte di questa Amministrazione”.

Inoltre lo stabile di via Napoli, come riferisce uno dei legali che cura la pratica, Avv. Anthony Aliano, nonché consigliere comunale, “ da una visura al catasto risulta che di tutto l'edificio solo un piano è agibile, il terzo”. Pertanto dubbi affiorano per il Comitato di Cucciniello sulla collocazione dei rifugiati in caso di Cas, che dovrebbero occupare tutto il palazzo.

In ogni caso i residenti del quadrilatero di Via Napoli, Via Firenze, Via L'Aquila sono sul piede di guerra e annunciano di voler usare tutti gli strumenti offerti dalla legge per far tornare le autorità competenti sui propri passi, Comune e Prefettura, a seconda di Sprar o CAS.

Dopo aver depositato 300 firme degli abitanti della zona, il Comitato sottoscriverà un esposto alla Procura allegandone altre 200. Infine l'Avv. Aliano anticipa che in futuro si agirà per richiedere i risarcimenti dei danni per avvenuto “deprezzamento degli immobili della zona”.

Intanto i cittadini si dicono pronti alle ronde e invitano il Sindaco e l'amministrazione a fare dietro front.

Il rischio futuro, assodato che questa via degli Sprar sia necessaria per affrontare la situazione e integrare i rifugiati, potrebbe essere quella di un atteggiamento Nimby, come dicono gli inglesi 'non nel mio cortile'.

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