Dalle indagini e' emerso che, previa riscossione di importanti somme di denaro (dai 5.000 ai 10.000 euro) venivano effettuati viaggi nella Repubblica dominicana dove venivano accompagnati complici disposti a contrarre matrimoni fittizi con donne del posto per ottenere il permesso di soggiorno in Italia e la successiva cittadinanza. Raggiunto l'obiettivo, le donne si allontanavano dal coniuge. E' stata denominata "Fake Marriage" l'indagine avviata nell'agosto del 2014 dai carabinieri della Compagnia di Vasto e delle stazioni di Roccaspinalveti e San Buono (Chieti) e che ha permesso di disarticolare una vera organizzazione costituita da madre e figlia di origini dominicane e da tre italiani in grado di far entrare illegalmente stranieri in Italia. I carabinieri hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Vasto nei confronti di una donna di 56 anni residente a Monza, di sua figlia, 30 anni, uno uomo di 74, residente a Vasto, un altro di 51 di Roccaspinalveti, e una donna di 37, di Guglionesi solo a due di esse gli arresti domiciliari. Nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm di Vasto Giampiero Di Florio, sono indagate altre 22 persone per concorso nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e della permanenza illegale di stranieri sul territorio nazionale. (AGI)