"Mi sa che abbiamo incastrato Stasi".
È uno dei 280 messaggi che sarebbero agli atti della nuova indagine della Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell'agosto 2007 a Garlasco e per il quale l'allora fidanzato Alberto Stasi ha quasi finito di espiare una condanna a 16 anni di reclusione.
A riportare questo Whatsapp inviato a un amico, attribuito a Paola Cappa sorella gemella di Stefania, le cugine di Chiara mai indagate, è il settimanale Giallo.
Lo riporta Ansa.
Come si evince dal decreto che ieri ha portato i carabinieri a perquisire l'abitazione di Sempio, quella dei genitori e quella degli amici che con lui frequentavano casa Poggi, Mattia Capra e Roberto Freddi, oltre al procuratore aggiunto Stefano Civardi e alla pm Valentina De Stefano si è aggiunta la collega Giuliana Rizza. L'ipotesi di tale potenziamento della squadra di inquirenti è legata alla delicatezza delle indagini e alla mole di attività da coordinare: una marea di documenti ed elementi raccolti nella precedente indagine, alcuni dei quali non valorizzati, e probabilmente una serie di indizi nuovi, su cui c'è riserbo, e su cui inquirenti e investigatori punterebbero.
Per questo ieri sono stati sequestrati pc, telefoni vecchi e nuovi, appunti, diari, fotografie e tutto quanto può servire "a ricostruire i rapporti tra la vittima, l'indagato e la sua cerchia di amici" le sue "abitudini di vita all'epoca dei fatti, la frequentazione di casa Poggi, e ogni altro elemento utile a collocare l'indagato sulla scena del crimine in eventuale concorso con terzi". Uno scenario diverso da quello finora acclarato con una sentenza passata in giudicato, e che ieri ha portato a dragare un canale a Tromello, comune non molto lontano da Garlasco, nei pressi della casa ora abbandonata di proprietà della nonna delle gemelle Paolo e Stefania Cappa, cugine di Chiara, a caccia dell'arma mai trovata del delitto: lì sono stati rinvenuti alcuni oggetti tra cui un martello che è ora al vaglio di investigatori e pm.
Le ricerche si sono concentrate in tre punti ben precisi individuati in base a due testimonianze che tirano in ballo Stefania Cappa, che non è mai stata indagata.
La famiglia Poggi: ricostruzioni offensive e querela siti web e blogger
In seguito alla nuova indagine sul delitto di Garlasco, una dozzina di blogger e di siti web hanno pubblicato contenuti ritenuti diffamatori dalla famiglia di Chiara Poggi, con allusioni, insulti e ricostruzioni offensive anche nei confronti della giovane uccisa il 13 agosto 2007. Per questo motivo, i genitori della vittima, Rita e Giuseppe Poggi, attraverso il loro legale, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, hanno deciso di querelare gli autori di questi articoli che circolano da qualche mese sul web. Alcune delle denunce querele, secondo quanto appreso, sono già state depositate.