A Montelanico e Carpineto Romano prosegue la strage di animali nell’ambito di un piano di contenimento approvato e finanziato dalla Regione Lazio che si sta svolgendo nel cuore della Regione.
La condanna degli animalisti, in particolare la LEAL, dove animali domestici inselvatichiti, principalmente bovini ed equini, vengono uccisi con spari di arma da fuoco.
Si tratta di animali nati liberi e da anni in libertà, esposti al rischio di soppressione, come mucche, maiali, cavalli, capre e potenzialmente anche cani randagi. Sono esemplari un tempo domestici che, a causa di incuria prolungata e allevamenti fuori controllo, hanno perso ogni legame con l’uomo.
Queste azioni, segnalate anche da cittadini e associazioni, avvengono a seguito di un avviso pubblico della Regione Lazio che ha stanziato 600 mila euro per “interventi di contenimento” con metodi cruenti e senza considerare opzioni alternative di tutela e recupero.
Il quadro normativo presentato dalla Regione consente l’abbattimento anche in zone vietate alla caccia, comprese aree protette e spazi urbani, giustificando la pratica con ragioni di sicurezza e di riequilibrio ecologico. Tuttavia, i fatti mostrano chiaramente che tale violenza non risponde a reali esigenze di pubblica sicurezza, ma piuttosto riflette una gestione fallimentare e crudele, ormai divenuta una vera e propria strage visibile e denunciata da cittadini e associazioni sul territorio.
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo, commenta: "Questa operazione si pone in netto contrasto con le disposizioni del decreto legislativo 146/2001", che impone il rispetto e la tutela del benessere animale negli interventi pubblici. L’uso di fondi pubblici per abbattere animali abbandonati è una politica inaccettabile, che dimostra una totale mancanza di rispetto verso la vita e gli animali coinvolti, frutto di anni di incuria e assenza di programmi di recupero e assistenza."
LEAL sottoscrive le proposte avanzate coralmente per responsabilizzare le istituzioni regionali e locali a fermare subito le azioni violente e ad adottare soluzioni etiche e sostenibili, come la creazione di strutture pubbliche per la cura e il recupero degli animali, la collaborazione con enti e associazioni e strategie preventive per la sicurezza stradale.
LEAL sottolinea come la linea d'azione scelta costituisca un serio arretramento civico e politico e chiede che il Ministero della Salute e gli enti preposti agiscano per interrompere immediatamente questa uccisione ingiustificata e brutale.