PESCARA – In Abruzzo l'identità digitale ha smesso da tempo di essere una questione da addetti ai lavori. La rete regionale di facilitazione digitale ha superato i 73 mila cittadini assistiti e gli 80 mila servizi erogati, con 53 punti attivi e 51 facilitatori sul territorio, come raccontano i numeri del progetto Digitale Facile. Dietro quelle cifre c'è una richiesta concreta e quotidiana: sempre più persone chiedono aiuto per usare SPID, prenotare una visita o accedere ai pagamenti verso la Pubblica amministrazione.
Il fenomeno travalica i confini regionali. In Italia le identità SPID rilasciate hanno superato i 41 milioni, parte di un insieme di circa 96 milioni di identità digitali che comprende anche la Carta d'identità elettronica. Nel 2025 il sistema ha continuato a crescere al ritmo di decine di migliaia di nuove attivazioni ogni settimana e, secondo l'Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, lo utilizza la larga maggioranza della popolazione internet attiva. Le convenzioni con i gestori dell'identità sono state inoltre rinnovate per i prossimi anni, allontanando l'ipotesi di una dismissione a favore della sola CIE.
Un'identità che serve ben oltre gli sportelli pubblici
A cambiare non è tanto il numero di utenti quanto il perimetro d'uso. Nato per l'accesso ai servizi della Pubblica amministrazione, SPID è oggi la chiave per una platea molto più ampia di soggetti privati aderenti: banche, assicurazioni, portali di utility e servizi online che richiedono un riconoscimento certo dell'utente. Il principio resta quello spiegato ai cittadini nei punti di facilitazione abruzzesi: un'unica credenziale e la condivisione dei soli dati necessari, previo consenso di chi accede.
È proprio questa architettura a rendere il sistema utile anche dove la verifica dell'identità è un obbligo di legge. SPID si appoggia a protocolli standardizzati e prevede tre livelli di sicurezza progressivi, dal semplice nome utente e password del primo livello all'autenticazione a due fattori del secondo, con OTP o app dedicata.
Come cambia la verifica dell'identità
È sul secondo livello che si gioca la differenza pratica. Le disposizioni dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riconoscono l'identificazione digitale tramite SPID o CIE, con livello di sicurezza almeno pari al secondo, anche per l'apertura di un conto presso i concessionari di gioco a distanza autorizzati. In quel contesto la registrazione tradizionale può richiedere fino a tre giorni per il controllo dei documenti caricati manualmente, mentre con l'identità digitale il riconoscimento è immediato e non è necessario inviare la copia fronte e retro del documento.
Il vantaggio, va detto, è soprattutto procedurale, e non tutti gli operatori si comportano allo stesso modo: una ricognizione indipendente e aggiornata aiuta a scoprire quali sono i casinò spid sicuri tra i concessionari ADM che hanno integrato questa modalità. Restano invece invariati i requisiti di base, dal codice fiscale al numero di cellulare, e le condizioni operative come i limiti di deposito, che dipendono dal singolo servizio e non dal metodo di iscrizione.
Per il cittadino che in questi mesi si è rivolto a uno dei punti di facilitazione della regione, le stesse credenziali attivate per prenotare una visita o consultare il cassetto fiscale valgono ormai in un numero crescente di ambiti, dentro e fuori la Pubblica amministrazione.