
Si parla molto di accoglienza e migrazione, forse troppo e male. L'informazione a macchia di leopardo mista, fatto di passaparola e tendenziosità, allarma e preoccupa i cittadini che non sanno cosa accadrà e arrivano a immaginare un futuro apocalittico.
Sprar e Cas, acronimi che meritano qualche parola in più per capirne la differenza e lasciar cogliere la scelta più idonea al vero padrone di Montesilvano: i cittadini.
Le risposte del vice Sindaco al sociale De Martinis ad alcune domande potrebbero aiutare a comprendere meglio il quadro della situazione.

Perchè i Cas a Montesilvano, il Comune poteva rifiutare?
La prefettura emana un bando provinciale, alcune strutture ricettive rispondono, “il Comune non può fare nulla”, dice Ottavio de Martinis, “deve subire la decisione”, da quel che si apprende il sindaco Francesco Maragno scrisse, a suo tempo, al Prefetto, invano. Nel caso di Montesilvano “l'offerta alloggiativa si presta a questa situazione di accoglienza: ci sono molte seconde case, alberghi e posti letto, tanti hanno risposto al bando”.
Perchè a Pescara, ad esempio, non ci sono luoghi di accoglienza?
“Uno solo aveva risposto al bando ma i cittadini hanno protestato così il titolare della struttura ha rinunciato.”
CAS e Sprar. 600 a 161 presenze. Prima e seconda accoglienza.
Nella città di Montesilvano, come è noto, ci sono due CAS, centri di prima accoglienza, presso Hotel in zona turistica, Ariminum e Excelsior, gestiti da cooperative, con circa 300 migranti.
Il Comune avrebbe afferrato al volo la possibilità di un'alternativa al CAS, capace di far chiudere i centri esistenti, inserire a piccole unità sul territorio i rifugiati/migranti, dare seconda accoglienza ad un numero limitato di stranieri, 161: in una parola Sprar.
La risposta sull'approvazione del progetto arriverà il 4 maggio. “Il Comune ha garantito i posti letto richiesti”, sarebbero dovuti essere tutti in zone non turistiche ma l'Hotel Salus di via Napoli, traversa del Lungomare, ha risposto al bando e così nel caso di approvazione “nell'Hotel saranno accolte 15 mamme con i rispettivi bambini” riferisce il vice Sindaco.
Se gli Sprar non dovessero partire, cosa accadrebbe? 600 presenze, altri 2 CAS nuovi
De Martinis non ci gira intorno: “sarebbero aperti altri due CAS, prima accoglienza, si aggiungerebbero altre 300 persone agli stranieri presenti nell'Ariminium e Excelsior”. L'hotel Salus in quel caso, in qualità di CAS e non Sprar, ospiterebbe in tutta la struttura ricettiva i rifugiati”. L'altro verrebbe aperto a Montesilvano Colle.
Chi gestisce i CAS e chi gli Sprar?
Nel caso dei CAS, alla Eta Beta, cooperativa che oggi è già attiva, si aggiungerebbe l'Abbraccio di Acerra.
Per gli Sprar, invece, le associazioni sarebbero Arci, Caritas e altre cooperative, insieme all'Azienda Specale.
La riunione di ieri in via Napoli, i cittadini pronti alle ronde...forse

Osvaldo Cucciniello fondatore del Comitato Via Napoli.
Ieri sera i residenti di Via Napoli si sono riuniti per iniziativa del Comitato di quartiere fondato da Osvaldo Cucciniello, per discutere la situazione dell'Hotel Salus, sito nella strada.
In sostanza la struttura in qualità di Sprar o di CAS, ha accettato di accogliere i rifugiati. La differenza non è solo nel numero, anche nel tipo di centro.
Nel caso Sprar, in seconda accoglienza, ci sarebbero solo 15 mamme con bambini in 4 unità. Come CAS tutta le struttura sarebbe destinata alla prima accoglienza.
Ieri Cuccinello e gli altri abitanti del quartiere si sono detti pronti alle ronde. Pare, però, che questa mattina, si siano recati in Comune per alcune delucidazioni che avrebbero chiarito, almeno per ora, la situazione.

Presente alla riunione il consigliere A. H. Aliano (foto): tra le altre cose, ha ribadito la propria posizione contro gli Sprar, “io non voglio neanche 161 persone” e ha ricordato la proposta in Consiglio comunale di annullare la licenza di ricettività delle strutture alberghiere che ospitano i migranti, “se io chiamo per prenotare una stanza nel 2018, mi dicono che non è disponibile, l'ingresso è chiuso, significa che non assolve più alla funzione di albergo turistico”.

E' intervenuto anche Gianni Scaburri del Club Giamel (foto) che ha dichiarato di essere favorevole agli Sprar, come unica alternativa alla situazione attuale. “Oggi, nonostante non sia concorde su come sono state svolte le procedure, sono convinto che il Comune non può che organizzare gli Sprar, la situazione è migliorativa per il numero, fa chiudere i CAS e obbliga gli ospiti a svolgere lavori socialmente utili, mentre adesso è solo un volontariato”. E ha aggiunto, “non è detto che bisogna andare contro per forza chi amministra anche quando la proposta è favorevole alla città, perchè il cerino in mano, nello scontro, rimane al cittadino”.
In ultimo, sarebbe in programmazione, ancora da definire, un'assemblea del Sindaco Maragno in piazza Diaz a chiarimento pubblico della situazione. Si terrebbe la prossima settimana.