Il sesto posto in classifica della squadra ciociara deve considerarsi deludente per una società che sa lavorare bene e che ha costruito una rosa di certissimo rilievo. La partita, dunque, appare densa di insidie e crediamo che l’avversario possa giustificare qualche specifico accorgimento. Senza esagerare, però.
Il riferimento, naturalmente, è alle idee che sembrano frullare nella testa di mister Zauri, orientato per riproporre la sua squadra con una difesa a tre (rectius, a cinque se vogliamo – e lo vogliamo – spogliarci di ogni stucchevole ipocrisia). A nostro avviso risulta davvero complessa la comprensione di una scelta simile, il Pescara con il 3-5-2 si è sempre espresso male, talvolta malissimo. Il Pescara ha trovato un proprio – discreto – equilibrio con il 4-3-2-1 e non con il 3-5-2 per ragioni ben definite, immediatamente identificabili, tanto da consentire a chi scrive di stilare un velocissimo, irrituale e non tassativo elenco: 1) Il Pescara ha in rosa qualcosa come 10 giocatori collocabili tra la metà campo e la trequarti, tra i quali possono annoverarsi Memushaj, Machin, Palmiero, Melegoni, Busellato. Insomma, sembra evidente che la mediana sia il punto di forza di questo Pescara, dunque appare ragionevole giocare con cinque reali centrocampisti e non con tre centrocampisti e due terzini.
2) Il rendimento di Galano e Machin è straordinario (16 gol in due) e notevolmente migliorato a seguito del cambio di modulo. Il motivo è l’inserimento di Borrelli, il quale con il proprio fisico e la propria attitudine ha creato loro lo spazio necessario, impossibile senza una punta che sappia battagliare. Dunque, perché rinunciare a Borrelli? Persino nelle partite in cui è stato sostituito la squadra ha smesso di rendersi pericolosa. 3) Il Pescara non ha in rosa dei veri esterni da 3-5-2, quelli che in gergo si chiamano i quinti. Forse potrebbe esserlo Ciofani, tuttavia non sembra, ovviamente, avere le forze di un tempo. Forse Crecco, ma andrebbe provato meglio. Poi ci sono i terzini, certamente adattabili, ma in una declinazione del modulo tutta difensiva. 4) Una ragione contingente è l’assenza di Fiorillo (che invero preoccupa non poco, anche e soprattutto a seguito delle voci che vogliono il Pescara interessato a Marchetti). La difesa a tre, persino quando è proposta dalle grandi, porta le squadre ad abbassarsi e a difendere in area. Il Pescara, finché la porta sarà difesa da Kastrati, non può permetterselo. Potremmo in realtà proseguire, tuttavia ci sembra sufficiente quanto detto. Insomma, l’impressione è che sia un eccesso in prudenza a guidare mister Zauri, per non dire una paralizzante paura di perdere.
Ad ogni modo, in conferenza il mister così risponde: “La difesa a tre è una possibilità per domani, ma bisognerà sempre correre. Abbiamo giocatori bravi che ci permettono di adattarci con ogni schieramento”. Purtroppo Palmiero sarà ancora assente, anche se al rientro tra i convocati così come Campagnaro. Indisponibile anche Bettella, così in ipotesi di difesa a tre troverebbe una maglia da titolare, insieme a Drudi e Scognamiglio, Davide Vitturini. Sebbene crediamo fermamente che meriti di giocare di più – ed anzi talvolta alcune sue esclusioni sono sembrate davvero esagerate – appare insensato il dover adattare Vitturini nel ruolo di centrale in nome di un’inutile e dannosa difesa a tre.
Dalla società trapela malcontento sull’operato di Zauri, accusato – grosso modo a ragione – di proporre un gioco troppo difensivista. In altre parole, lo spettacolo latita ed in parte anche i risultati. Dal canto suo, Zauri con questo cambio modulo (se così sarà) dimostra di non dare ascolto a nessuno se non a sé. Questo è certamente apprezzabile, ma chissà se il Presidente Sebastiani la pensa così.
Probabili formazioni:
Frosinone (3-5-2): Bardi; Brighenti, Ariaudo, Capuano; Zampano, Paganini, Maiello, Gori, Beghetto; Ciano, Dionisi. All. Nesta
Pescara (3-5-2-): Kastrati; Drudi, Scognamiglio, Vitturini; Ciofani, Busellato, Kastanos, Memushaj, Crecco; Machin, Galano. All. Zauri