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Notizie

Serie B, Pescara-Chievo 0-0

Si chiude con un pareggio a reti inviolate il 2019 del Delfino, un risultato incolore che è anche lo specchio della stagione dei biancazzurri.

Senza infamia e senza lode, il Pescara di mister Zauri chiude il girone d'andata a metà classifica: 26 punti in 19 partite, frutto di 7 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. Probabilmente c'è qualche rimpianto per lo 0-0 casalingo maturato contro il Chievo Verona, soprattutto per qualche occasione di troppo fallita nel primo tempo, ma il risultato conferma ancora una volta che, senza le invenzioni di Galano e Machin, la squadra non può ambire a posizioni di vertice.

Per l'ultima gara dell'anno il tecnico biancazzurro conferma lo schema ad "albero di Natale", quel 4-3-2-1 ormai consolidato, con Maniero terminale offensivo al posto di Borrelli; assente a centrocampo Memushaj (non convocato per motivi disciplinari) e rimpiazzato da Kastanos. Il primo tempo è nettamente di marca biancazzurra, ma si tratta di una sterile supremazia, perché i padroni di casa sprecano tutte le occasioni per sbloccare il risultato. Prima Scognamiglio (al 13') e poi Drudi (al 18') non riescono a colpire bene la palla da buona posizione in area clivense; ma è soprattutto l'occasionissima fallita da Machin al 29' a gridare vendetta: il fantasista lanciato in contropiede, solo dinanzi a Nardi in uscita, tenta il pallonetto mancando clamorosamente lo specchio della porta.

Nella ripresa i ritmi calano vertiginosamente e gli ospiti hanno buon gioco per controllare le rare sortite offensive del Pescara. L'occasione migliore capita sul piede destro (quello sbagliato) di Galano che, ben servito da Maniero, fallisce il colpo vincente al 61'. La girandola delle sostituzioni non modifica il quadro tattico della gara, che stancamente si trascina alla fine senza emozioni.

"Il pareggio è un risultato sostanzialmente giusto - ammette mister Zauri a fine gara - però se avessimo segnato nel primo tempo con Machin la partita sarebbe senz'altro cambiata. Non posso di certo rimproverare i miei ragazzi, che hanno fatto bene contro un avversario forte e organizzato. Il mio voto a fine girone di andata? Penso di meritarmi una sufficienza stiracchiata e conto di fare qualche punto in più in quello di ritorno, trovando risultati migliori soprattutto attraverso il bel gioco. Purtroppo in questa prima parte della stagione siamo stati condizionati da pesanti infortuni. Il mercato di gennaio? Non manderemo via nessuno, ma se qualcuno preferirà cercare una nuova sistemazione di certo non lo ostacoleremo".

 

PESCARA (4-3-2-1): Fiorillo, Ciofani, Drudi, Scognamiglio, Masciangelo, Busellato (73' Melegoni), Palmiero, Kastanos, Galano, Machin (76' Di Grazia), Maniero (86' Bocic). All.: Zauri.

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Nardi, Dickmann, Vaisanen, Cesar, Frey, Segre, Di Noia (68' Esposito), Garritano, Vignato, Pucciarelli (58' Giaccherini), Djordjevic (86' Rodriguez). All.: Marcolini.  

Arbitro: sig. Baroni di Firenze.

Note: ammoniti Masciangelo, Di Noia, Cesar, Scognamiglio, Dickmann; spettatori 5.453 per un incasso di 32.212 €.

 

Serie B, Pescara-Trapani 1-1

Ennesimo pareggio casalingo per il Delfino, il terzo consecutivo, che rimanda ancora l'appuntamento con il successo.

Prosegue il momento negativo dei biancazzurri, a digiuno di vittorie ormai da 5 turni: il successo di Empoli risale infatti al 9 novembre e da allora il Pescara ha rimediato la miseria di soli 3 punti, frutto di altrettanti pareggi casalinghi contro avversarie (Cremonese, Venezia e Trapani) tutt'altro che irresistibili.

Anche il Trapani del neo tecnico Castori non ha dovuto penare più del dovuto per uscire indenne dall'Adriatico: i siciliani, dopo un gol annullato a Pettinari per un fuorigioco inesistente (13'), hanno sbloccato il risultato al 30' con una punizione magistrale di Taugourdeau, che non ha lasciato scampo a Kastrati. Solo nel finale del primo tempo, al 42', il Delfino è riuscito ad impattare grazie ad un colpo di testa di Ciofani, ben servito da una sponda di Scognamiglio su cross di Busellato.

Sterile la supremazia dei padroni di casa nella ripresa. L'unico a provarci con insistenza è Machin, senza dubbio il migliore in campo, ma il fantasista biancazzurro non trova mai il varco vincente, grazie anche ad una prodigiosa parata di Carnesecchi al 78'.

"Siamo molto dispiaciuti per il mancato successo - ammette mister Zauri a fine gara - perché i ragazzi ce l'hanno messa tutta, anche se in maniera un po' disordinata, ma non sono riusciti a trovare il gol della vittoria. Purtroppo siamo stati punti alla prima occasione e a quel punto ribaltare il risultato è stato difficile".

 Niente sosta natalizia per i biancazzurri, di nuovo in campo a Santo Stefano in casa del fanalino di coda Livorno.

 

PESCARA (4-3-2-1): Kastrati; Ciofani, Bettella, Scognamiglio, Masciangelo, Memushaj (89' Bocic), Palmiero, Busellato (81' Kastanos), Machin, Galano, Borrelli (58' Maniero). All.: Zauri.

TRAPANI (3-5-2): Carnesecchi; Fornasier, Scognamillo, Strandberg: Luperini, Moscati, Taugourdeau (74' Corapi), Colpani (85' Scaglia), Grillo; Biabiany, Pettinari (80' Evacuo). All.: Castori.

Arbitro: sig. Ayroldi di Molfetta.

Marcatori: 31' Taugourdeau, 42' Ciofani.

Note: ammoniti Del Grosso, Ciofani, Biabiany, Fornasier; spettatori 5.862 per un incasso di 30.619 €.

Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara ospiterà allo Stadio Adriatico il nuovo Trapani di Fabrizio Castori, chiamato sulla panchina  granata a seguito dell’esonero di Baldini, con la squadra in piena zona retrocessione diretta. Dunque biancazzurri ancora una volta contro un vecchio e fiero avversario, nel ricordo di tante battaglie di campi e parole.

Un Pescara orribile esce meritatamente sconfitto per due reti a zero dallo Stirpe di Frosinone. Il disastro era annunciato, impensabile presentarsi senza punta e con la difesa a tre. Lo spettacolo, tuttavia, ha superato in indecenza ogni più ardita previsione. La squadra senza idee ha rinunciato ad attaccare sin dal primo minuto, esibendo un soporifero e sterile possesso palla, tirando in porta una sola volta e solo al minuto 74’, un atteggiamento (la parola della settimana) inaccettabile. Altrettanto inaccettabili sono le dichiarazioni di mister Zauri, il quale così si esprime a fine partita: “Abbiamo avuto un grande dominio, per me abbiamo giocato bene, l’avversario era enorme”. Onestamente sembrano parole non sincere, dettate dalla voglia di salvaguardare la propria posizione in vista di un possibile esonero. Se, al contrario, mister Zauri credesse realmente in quanto detto, dimostrerebbe una confusione in sé sufficiente a giustificare un suo allontanamento.

di Massimo Sanvitale

Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara sarà ospite del Frosinone di Alessandro Nesta al nuovo Stadio Benito Stirpe.

Il Pescara esce battuto dal Curi di Perugia al termine di una partita in gran parte decisa dagli episodi, con le ragioni della sconfitta da ricercarsi in antecedenti remoti come mercato o superficialità di pianificazione. Come prima riflessione, infatti, la discreta mole di gioco creata dai biancazzurri è spesso vanificata dalla sterilità di un attacco che si regge su un centravanti di 19 anni, al quale di certo non va imputata la colpa dell’inesperienza; in secondo luogo, Kastrati continua a non eccellere in affidabilità, alternando prestazioni sufficienti ad errori inaccettabili, come quello di questa sera nel regalare il rigore del 3 a 1 che ha chiuso la partita. Da qui i dubbi che sorgono sulla gestione dell’infortunio di Fiorillo, che come spesso accade ha visto i tempi dilatarsi sempre più, con le ultime che lo vorrebbero in campo non prima di altri 20 giorni. Il timore è di dover commentare analogamente anche la vicenda Palmiero, giocatore che sembra insostituibile.

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