La formazione è quella annunciata, con Pettinari nuovamente alla guida dell’attacco. Il centravanti ex Ternana ha segnato otto gol in questo campionato, ma uno solo nelle ultime dieci partite, sfoggiando prestazioni negative.
Il Pescara parte bene, con voglia di giocare. La manovra sembra ben costruita a centrocampo, la difesa riesce a prendere coraggio e tenere alta la linea. Paradossalmente, il compito appare più agevole in assenza di Bovo e Coda. Nonostante gli sforzi, la squadra non trova la profondità, con Pettinari e Mancuso mai veloci nell’attaccare gli spazi. Accade, così, che quanto di buono proposto si traduca in un paio di tiri da fuori, provati da Palazzi e Del Sole. Un’altra partita opaca per il giovane napoletano, del quale si stentano a vedere reali progressi. La squadra di Grosso si riorganizza e inizia a proporre gioco, il Pescara si ferma e abbandona ogni idea. Al 38’ il Bari ha una grande occasione con Cissè, Fiorillo devia in angolo un potente diagonale. Qualche minuto dopo, Galano tira di sinistro a giro su punizione, palla di poco alta.
Il secondo tempo è solo barese, qualche occasione biancazzurra è frutto del solo caso. I biancorossi sono padroni del campo e riescono a tenere un atteggiamento aggressivo e compatto fino al fischio finale. Al minuto 3’, Galano stoppa in area e colpisce svirgolando uno strano pallone che quasi si infila in rete. Il minuto dopo è sempre Galano a rendersi pericoloso: servito in profondità, elude il fuorigioco e si trova solo davanti a Fiorillo, il quale para miracolosamente mettendo in angolo. Entra Brienza al 16’. Zeman, al 18’, sostituisce Del Sole con Cappelluzzo, chiedendo al centravanti ex Verona di giocare da ala destra. Spesso la confusione concede indizi rivelatori, questo è un esempio. Al 20’ ci prova Petriccione da fuori, si oppone ancora un ottimo Fiorillo. Al 23’ è Ciccè a trovare lo spazio e a lanciarsi verso la porta, tentando, infine, un assist di esterno sul quale non arriva Improta per qualche centimetro. Entrano Valzania e Crescenzi per Palazzi e Zampano. Al 33’ arriva il gol barese: tiro di Brienza su punizione e deviazione della barriera che spiazza l’incolpevole Fiorillo. Negli ultimi minuti, il Pescara prova a portarsi in avanti ma senza creare vere occasioni. Da segnalare un destro – piuttosto goffo – di Valzania dal limite. Il fischio finale sigilla un risultato giusto.
Il Pescara non è una squadra di Zeman, ma forse lo sapevamo fin dall’inizio. La questione, oggi, è salvare una stagione, che equivale a dire salvare la categoria. Nulla è stato risolto e i migliori giocatori non trovano spazio in nome di un’idea che non c’è. La prossima partita, contro la Pro Vercelli, ha il tanfo di uno scontro vitale, dove i punti iniziano ad avere il valore dell’ossigeno.
Tabellino:
BARI (4-3-3): Micai, Anderson, Gyomber, Tonucci, Fiamozzi, Tello, Busellato (61' Brienza), Petriccione, Improta (81' Floro Flores), Cissè (90' Nenè), Galano
A disposizione: De Lucia, Conti, Sabelli, Kozak, Brienza, Cassani, Salzano, Iocolano, Scalera, Diakitè
All.: Fabio Grosso
PESCARA (4-3-3): Fiorillo, Zampano (72' Crescenzi), Perrotta, Fornasier, Mazzotta, Palazzi (72' Valzania), Carraro, Brugman, Del Sole (63' Cappelluzzo), Pettinari, Mancuso
A disposizione: Pigliacelli, Kanoutè, Ganz, Elizalde, Latte Lath, Selasi, Coulibaly, Baez
All: Zdenek Zeman
AMMONITI: Fiamozzi, Carraro, Valzania, Perrotta, Fornasier
MARCATORI: 77' Brienza
ARBITRO: Sig. Marco Piccinini (Forlì)
ASSISTENTE1: Sig. Orlando Pagnotta (Nocera)
ASSISTENTE2: Sig. Mattia Scarpa (Reggio Emilia)
IV UFFICIALE: Sig. Aleandro Di Paolo (Avezzano)