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Sabato, 13 Marzo 2021 17:37

Pordenone Pescara 0 0, i biancazzurri avrebbero meritato la vittoria

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Un buon Pescara esce con un pareggio senza reti dallo scontro con il Pordenone allo Stadio Guido Teghil di Lignano Sabbiadoro (L'impianto di casa, il Bottecchia, non rispetta gli standard previsti dalla serie B). Risultato bugiardo, le squadre hanno creato molte occasioni da rete. La prestazione dei biancazzurri legittima mister Grassadonia a prendersela con la sfortuna, soprattutto per le numerose e rilevanti opportunità costruite dai suoi nel secondo tempo. Il Pescara di oggi probabilmente avrebbe meritato la vittoria.

In avvio, Grassadonia stupisce ed ovvia ai problemi in difesa schierando un 4-3-3 con Guth e Scognamiglio centrali, supportati dai terzini Bellanova e Masciangelo. Centrocampo composto da Dessena, Valdifiori e Rigoni, in avanti tridente con Maistro Odgaard e Galano. Partono meglio i padroni di casa, che sfiorano il vantaggio dapprima al 2’ con Mallamo e successivamente al 7’ con un colpo di testa alto di Scavone. La partita gira quando il Pordenone è costretto a due cambi ravvicinati (al 21’ e al 29’), entrambi per infortunio: escono Vogliacco e Morra, dentro Zammarini e Musiolik. Il primo tempo si chiude senza emozioni ma con il Pescara che riesce a prendere campo e ad allontanare l’avversario dalla propria area.

Il piano partita pensato da Grassadonia è ormai chiaro e consiste nel portare il match in bilico fino alla fine, per poi azionare le poche armi che il Pescara possiede. In quest’ottica, i biancazzurri del secondo tempo giocano con atteggiamento decisamente più offensivo. Al 49’, Maistro centra una traversa con un gran tiro dalla distanza. Grassadonia inserisce qualità: dentro Machin, Busellato, Ceter e Capone, fuori Valdifiori, Rigoni, Odgaard e Maistro. La classe di Machin si avverte e la squadra acquista un tasso di pericolosità maggiore. Al minuto 81’, Guth colpisce da due passi a botta sicura sugli sviluppi di un calcio d’angolo, miracolo di Perisan che deve affidarsi al suo istinto e ai suoi riflessi. Al 90’, Capone è imbeccato da Machin ma lascia partire un destro debolissimo, facile preda del portiere avversario. Ancora una prestazione negativa per Capone, impreciso, mai concreto e con un atteggiamento troppo passivo. Nel finale, Galano si avventa su un pallone smanacciato da Perisan, il quale però è bravo ad ostacolare l’attaccante biancazzurro che colpisce il palo a seguito di deviazione.

Il secondo tempo alimenta qualche speranza e spinge ad una riflessione. Ci si chiede, infatti, se davvero il Pescara non possa giocare l’intera sfida con l’intensità che riserva ai finali. Evidentemente Grassadonia ritiene che ciò non sia sostenibile. Ad ogni modo, la qualità portata da Machin impone ogni sforzo per fargli acquisire i 90 minuti.

Tabellino:

PORDENONE (4-3-1-2): Perisan; Vogliacco (21′ pt Zammarini), Camporese, Barison (1′ st Stefani), Chrzanowski; Magnino, Misuraca, Scavone (30′ st Rossetti); Mallamo (30′ st Biondi); Ciurria, Morra (29′ pt Musiolik). A disp.: Bindi, Fasolino, Calò, Banse, Secli, Falasco. All. Tesser.

 

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Masciangelo, Guth, Scognamiglio, Bellanova; Dessena, Valdifiori (13′ st Busellato), Rigoni (13′ st Machin);  Maistro (21′ st Capone), Galano, Odgaard (21′ st Ceter). A disp.: Alastra, Memushaj, Giannetti, Fernandes, Omeonga, Sorensen, Nzita, Vokic. All. Grassadonia.