L’inattesa sconfitta casalinga contro l’Ascoli e qualche vittoria della altre in lotta salvezza hanno complicato le vicende di casa Pescara. Il tifoso biancazzurro è oggi costretto ad armarsi di pazienza e calcolatrice, studiando ogni possibile scenario e come ciascun evento possa incidere sull’andamento della partita. Si parta da un dato certo: un pareggio in Veneto garantirebbe la matematica salvezza agli uomini di Pillon. L’impresa, tuttavia, non sembra agevole. Pesa sul pronostico, infatti, la distanza di classifica che separa le due squadre. Se a questa uniamo le defezioni di Coda e Brugman, si intuisce come sia logico ragionare su un esito di zero punti.
Proviamo a fare ordine. In caso di sconfitta biancazzurra, la squadra si salva se:
1) due tra Ascoli, Avellino e Novara non vincono le proprie partite. In questo caso, il Pescara avrebbe sempre cinque squadre al di sotto dei suoi 47 punti;
2) l’Ascoli non batte il Brescia e il Cesena fa almeno un punto contro una Cremonese già salva. In tal caso, il Pescara avrebbe il vantaggio degli scontri diretti contro un Novara eventualmente vincente.
In ogni altra ipotesi, il Pescara sconfitto a Venezia sarebbe condannato ai playout.
Le partite conclusive di una stagione sono spesso decise dalle motivazioni delle squadre in campo, le quali dipendono quasi esclusivamente dagli obiettivi ancora in gioco. Questa tendenza, oliatissima negli anni passati, ha visto qualche timida – e naturalmente auspicabile – inversione a seguito dello scandalo calcioscommesse. Oggi, in altre parole, è più complesso prevedere i risultati di sfide che ieri sarebbero state scontate. Tuttavia, è possibile che in corso di gara accada che un risultato soddisfi a pieno entrambe le squadre, sarebbe dunque ipocrita immaginare che i calciatori non tendano a non farsi vicendevolmente male. In concreto, il Venezia potrebbe scavalcare un Palermo non vincente a Salerno e, allo stesso tempo, la squadra di Inzaghi, qualora dovesse perdere con il Pescara, rischia di essere superata dal Bari che batte il Carpi. Si intende qui ragionare – senza nessuna malizia ma solo buon senso – che se Bari e Palermo dovessero portarsi in sicuro vantaggio, allora il Venezia avrà necessità di un punto per non perdere l’utile quinto posto in prospettiva playoff.
Intanto Pillon in conferenza: “Non voglio fare calcoli di alcun tipo. Loro vogliono arrivare quarti ed è inutile farci troppi pensieri. Dobbiamo contare solo sulle nostre forze e pensare a fare un punto a tutti i costi. La salvezza è nelle nostre mani senza pensare a ciò che accade negli altri campi”. Queste parole del mister sono un sacrosanto atto dovuto, tuttavia la realtà è che i calcoli si faranno. Come detto, mancherà Brugman per la prima volta in stagione, sarà sostituito da uno tra Carraro e Machin. Qualche numero del capitano biancazzurro: 41 presenze (tutte) sempre da titolare con solo due sostituzioni (di cui una a pochi minuti dalla fine), per un totale di 3654 minuti giocati, 7 gol (uno da centrocampo), 4 assist. Qualche giorno fa è stato votato dai tecnici della Serie B come miglior regista del campionato, entrando a far parte della top 11 di serie B. Tutto questo nel contesto di una squadra pessima, in difficoltà dalla prima all’ultima giornata. Calciatore – e ragazzo – straordinario.
Non ci resta che attendere il verdetto del campo, spesso crudele, quasi sempre giusto. L’istinto porta a sperare nel quasi, impone al pensiero tifoso un piccolo furto di buona sorte. Perché la giusta conclusione di questa stagione sbagliata sarebbe ben altra.
Probabili formazioni:
Pescara (4-3-3): Fiorillo; Fiamozzi, Perrotta, Gravillon, Crescenzi; Machin, Carraro, Valzania; Mancuso, Pettinari, Capone. All. Pillon.
Venezia (5-3-2): Audero; Bruscagin, Cernuto, Modolo, Domizzi, Garofalo; Suciu, Stulac, Falzerano; Marsura, Litteri. All. Inzaghi.