La partita ha pochissimo da raccontare. Con le vittorie di Bari e Palermo, anche al Venezia serviva un punto per conservare il quinto posto in classifica in vista dei playoff. Le squadre hanno lasciato che i novanta minuti scorressero, tenendo un orecchio volto verso le panchine, in attesa di notizie che potessero influire sul senso della partita. Venezia e Pescara, in buona sostanza, non si sono volute fare male.
Ad ogni modo, il primo tempo inizia con una piccola sorpresa di formazione: Machin regista e Coulibaly mezzala. Il centrocampista ex Brescia giocherà un’ottima gara, in quello che sembra essere il suo ruolo naturale. Brugman, Carraro, Machin, Proietti e, in parte, anche Kanoute, questi i registi in rosa. Forse il dato più evidente a dimostrazione di una sbagliata costruzione di squadra. I primi minuti sono di studio, da segnalare due tiri da buona posizione di Capone, per il Pescara, e Geijo, per il Venezia. Al minuto 16’, Capone serve a Coulibaly un preciso pallone per colpire verso la porta, il suo sinistro, tuttavia, è debole e centrale. Al 19’, Frey sfiora l’autogol. Al 32’, ci prova Pettinari, Audero salva. Sul finire di frazione, Stulac centra la traversa con un destro piazzato. Duplice fischio.
La ripresa mostra il ritmo di chi ha altro per la testa. Se nel primo tempo la partita aveva accennato a rivendicare un pizzico di esistenza, nei secondi 45’ cede all’inevitabile e si spoglia da ogni maschera di tensione. Un solo episodio rilevante, protagonista Fiorillo che salva il risultato – con un miracolo – su Litteri che aveva colpito a botta sicura e da posizione ravvicinata. Per il resto, non succede nulla.
A fine partita il sentimento è di sollievo, si avverte fisica la sensazione di aver evitato un incubo. Ci sarà il tempo di ragionare su quanto è stato fatto, su ogni errore commesso. La conduzione della stagione non avrebbe potuto essere peggiore, è stato sbagliato quasi tutto. Si deve ripartire dall’unica nota positiva, l’ingaggio di Bepi Pillon. Il tecnico veneto è il grande artefice di questa salvezza, maturata attraverso un lavoro esperto e pulito, fatto di idee semplici. Merita la conferma, la società non deve inseguire i percorsi tortuosi di pensieri complessi, le difficoltà non finiscono con un punto a Venezia.
Tabellino:
Venezia (3-5-2): Audero, Modolo, Andelkovic, Domizzi, Firenze (67' Fabiano), Falzerano, Stulac, Frey, Garofalo, Zigoni (66' Litteri), Geijo (83' Marsura)
A disposizione: Vicario, Russo, Bruscagin, Soligo, Suciu, Cernuto, Zampano, Del Grosso, Zennaro
All.: Filippo Inzaghi
Pescara (4-3-3): Fiorillo, Fiamozzi, Gravillon, Perrotta, Crescenzi, Coulibaly, Machin, Valzania, Mancuso (77' Falco), Pettinari, Capone (71' Campagnaro)
A disposizione: Baiocco, Bovo, Yamga, Bunino, Elizalde, Fornasier, Cocco, Mazzotta, Carraro, Baez
All.: Giuseppe Pillon
Ammoniti: Valzania, Frey, Geijo
Arbitro: Sig. Marco Serra (Torino)
Assistente1: Sig. Michele Grossi (Frosinone)
Assistente2: Sig. Niccolo Pagliardini (Arezzo)
IV Ufficiale: Sig. Simone Sozza (Seregno)



