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Giovedì, 20 Luglio 2017 16:56

Pescara. Aria di protesta tra gli sgomberati di via Lago di Borgiano

sgomberati di Via Lago di Borgiano sgomberati di Via Lago di Borgiano

Pignoli: “pronti a recarsi dal Prefetto se entro fine mese non saranno fornite risposte certe”

“Io che mi sono trasferita temporaneamente a casa di mia madre, avrò diritto a una nuova abitazione?” si chiede una ragazza con suo figlio di tre anni. “I nostri mobili e i nostri oggetti dove li mettiamo? - aggiunge uno degli sfollati - dovrebbero prevedere fondi anche per questo. Io ho a casa la lavatrice ma devo spendere soldi per lavare i panni nelle lavanderie a gettone”.

Diverse le lamentele e le situazioni di difficoltà che raccontano i componenti delle 84 famiglie sgomberate: “Mio marito- dice una donna - ha un tumore e si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia, come posso rinchiuderlo dentro a una stanza d'albergo? Mio marito ha chiamato decine di volte all'Ater per segnalare come i palazzi avessero dei problemi ma hanno sempre rassicurato sulla situazione”.

“È vero - si chiede un'altra residente, «che dopo tre rifiuti di una sistemazione non abbiamo più diritto a una casa? Noi non abbiamo soldi per pagare le caparre, se ci rivolgiamo alle agenzie immobiliari ci schedano e il Comune non si intesta i contratti di locazione. A no chi ci dà le case? E poi dopo un anno, terminati i fondi di cui parlano che succede?. Poi perché ci hanno richiesto le chiavi degli appartamenti se dentro ci sono le nostre cose?”. “Hanno proposto case, - afferma un uomo-in palazzine senza ascensore a persone anziane o con difficoltà di deambulazione”. “Ma non farebbero prima, - si chiede un altro - a comprare due palazzi con 84 alloggi invece di spendere tutto questo denaro?”. “Mi devo intestare la casa, - conclude una donna - ma poi quando finiranno i fondi chi la paga se non abbiamo soldi?”.

“Risposte certe” entro la fine del mese di luglio riguardo l'autonoma sistemazione del Comune di Pescara altrimenti i 236 sfollati dei tre palazzi Ater di via Lago di Borgiano sono pronti a una manifestazione di protesta dal prefetto.

Ad annunciare l'iniziativa sono stati i consiglieri comunali Massimiliano Pignoli e Piernicola Teodoro che questa mattina hanno incontrato una alcuni sgomberati a Palazzo di Città e chiedono al Comune di trovare un accordo con i costruttori visto che il presidente dell'Ance, Marco Sciarra, ha dichiarato come ci siano in città centinaia di appartamenti sfitti disponibili.

“Il presidente dell'Ance- sottolinea Pignoli - nei giorni scorsi ha fatto sapere al Comune come ci siano molte case sfitte in città e che tramite un bando pubblico potrebbero interessarsi. Per questa ragione chiedo a sindaco e vice di intervenire in questa direzione. Di certo queste persone non si muoveranno dagli alberghi, come possono pagare le caparre come prevede l'autonoma sistemazione? Se questa situazione fosse accaduta a tre palazzine del centro le persone sarebbero state trattate allo stesso modo? Scriverò ufficialmente all'amministrazione comunale segnalando le criticità riportate dai residenti e se entro fine mese non si avranno risposte chiare e misure concrete, andremo a protestare dal prefetto che dovrà farsi carico della situazione e risolverla visto che è il delegato sul territorio del governo e dato che questa è una vera e propria calamità per Pescara”. “Un mese e mezzo fa- ricorda Teodoro - siamo stati in via Lago di Borgiano con l'amministratore unico dell'Ater, Virgilio Basile, e con l'ingegner Morelli, sempre dell'Ater. I cittadini dissero di avere lesioni nelle case e di sentire scricchiolii, ma risposero che si trattasse solo di assestamento. Chi si assume l'onere di fare contratti e pagare caparre? Di certo non questi cittadini. La Regione deve intervenire immediatamente, visto l'Ater è un suo ente strumentale. Ci sono case libere e la Regione può pagare affitti calmierati ai costruttori”.

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