Intanto ieri sera si è svolto l’incontro conclusivo per i preparativi del Dono, la sfilata di carri con gli omaggi alla Madonna del Ponte, che coinvolge rioni e contrade cittadine, ma anche qualche Comune limitrofo, che negli anni si è lasciato affascinare dall’originalità di questa manifestazione tutta lancianese. In un affollato e conviviale incontro, ieri sono stati messi a punto gli ultimi dettagli per organizzare al meglio la sfilata, sotto la guida del coordinatore Nico di Corinto e dello stesso presidente Trevisan. Sono più di 20 i partecipanti al Dono 2017, alcuni con più carri, e con la collaborazione di tutto il rione o il quartiere: dai bambini più piccoli fino ai ‘decani’ testimoni di una tradizione che non passa mai di moda.
E anche quest’anno ci saranno le massaie che impastano il pane o le pizzelle; i vignaioli che pigiano l’uva con i piedi; le donne sedute di fronte ai telai per la lavorazione della lana; i contadini che setacciano il grano con il crivello; i fabbri che modellano il ferro; le signore che lavorano l’uncinetto. E ancora le donne che sfilano con le conche, i bambini allegri e festanti che accompagnano i carri, a piedi o in biciletta. E poi c’è chi balla, canta, offre bicchieri di vino e gustose fette di pane e olio.
E ancora ci saranno i carri colmi delle tantissime specialità del territorio, dei prodotti della terra conquistati con impegno, fatica e sudore. E gli animali, così preziosi per la tradizione pastorale: pecore, vitellini e caprette, ma anche oche, cavalli, asinelli e mucche. Ritratti di vita quotidiana del passato che ‘rivivono’ in un’unica giornata di festa a Lanciano, dove i colori e la varietà dei carri e delle conche addobbate con i fiori, i rumori dei trattori, le danze e le musiche suonate con fisarmoniche e tamburelli, le grida dei bambini e tutto il resto, fanno da cornice al senso religioso della Festa.
Quella del Dono, che l’8 settembre di ogni anno (festa della Natività di Maria), porta le contrade di Lanciano e qualche Comune limitrofo ad affollare corso Trento e Trieste con i loro prodotti, i loro valori e i simboli della loro terra, infatti, rappresenta l’omaggio dei contadini alla protettrice della città, la Madonna del Ponte. Ogni compagnia è preceduta dal capo contrada, e i contadini sfilano lungo il corso Trento e Trieste cantando inni religiosi, fino alla piazza principale della città, Piazza Plebiscito. Alla fine della giornata, come tradizione vuole, tutti i prodotti vengono messi all’asta e venduti, per destinarne il ricavato alla Madonna. “Quello del Dono è uno degli appuntamenti irrinunciabili del Settembre Lancianese – commenta il presidente Maurizio Trevisan – Insieme a Sant’Egidio, alla Banda, ai fuochi pirotecnici e alle altre tradizioni del passato, continua a rappresentare lo spirito delle Feste di Settembre. Ma quest’anno il cartellone sarà arricchito da tantissimi appuntamenti, alcuni dei quali estremamente originali e di assoluta novità. Non resta che aspettare ancora qualche giorno per scoprire tutti i dettagli”.



