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Martedì, 29 Agosto 2017 18:07

Abruzzo/Incendi. Parla il mondo politico.

Intervista a Mazzocca che spiega quanto è stato fatto. Razzi dice “il signore aiuti i miei corregionali”, De Petris Si chiama “tutti i mezzi per fermare catastrofe ambientale” M5s, Pettinari contro interessi privati.

 

Arta diffonde i dati aggiornati del monitoraggio della qualità dell’aria effettuato con laboratorio mobile in località Marane di Sulmona a seguito dell’incendio in corso sul monte Morrone.

I dati, riportati nei grafici allegati e sul sito istituzionale www.artaabruzzo.it, sono riferiti al periodo compreso tra il 22 agosto, a partire dalla tarda mattina, e le prime ore di oggi, 29 agosto 2017. Gli inquinanti monitorati sono il Monossido di carbonio (CO), il Benzene, il Toluene, le polveri sottili (PM10) e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) totali. Vengono forniti inoltre i dati relativi alla velocità e alla direzione del vento registrati nello stesso arco temporale. In generale, nel periodo di riferimento, si riscontra per gli inquinanti monitorati un andamento delle concentrazioni progressivamente in diminuzione rispetto ai primi giorni. Non si registra ancora un ritorno alle condizioni caratteristiche della zona in esame in quanto persiste una differenza tra giorno e notte, con valori che si innalzano nelle ore notturne al mutare della direzione del vento. Come già annunciato, il monitoraggio della qualità dell’aria in località Marane proseguirà per il tempo necessario a verificare tale tendenza. Oltre che nella frazione Marane di Sulmona, un’altra centralina mobile per il rilevamento degli inquinanti atmosferici è stata posizionata questa mattina a Pacentro, in piazza Madonna delle Grazie. Si tratta del laboratorio mobile concesso dall’Arpa Molise su richiesta del Direttore generale di Arta, Francesco Chiavaroli.

Sempre il Direttore Chiavaroli, non avendo riscontrato altre disponibilità di analoghi mezzi attrezzati presso le altre Agenzie regionali del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, ha individuato con procedura di "somma urgenza" un laboratorio privato abruzzese che nel primo pomeriggio di oggi posizionerà a Prezza il proprio mezzo per il monitoraggio della qualità dell’aria, nel sito individuato d’intesa con il Comune. Da oggi saranno dunque tre le postazioni che verificheranno le concentrazioni degli inquinanti nell’aria delle zone interessate dagli incendi della Valle Peligna. «Ringrazio il personale dell’Agenzia che - spiega Chiavaroli - nella giornata di ieri si è attivato prontamente per consentire la ricerca e l’attivazione delle nuove unità mobili per le misurazioni e i tecnici dei Distretti provinciali di Chieti e L’Aquila che da giorni sono impegnati nelle attività a supporto di Regione e Comuni per far fronte all’emergenza incendi». 

lncendi e Protezione Civile in Abruzzo: al Sottosegretario delegato Mario Mazzocca

1. Qual è lo stato di salute del Sistema Nazionale di Protezione Civile?

In Abruzzo, ma anche in Italia, probabilmente anche a causa degli effetti sul territorio del cambiamento climatico in atto, appare ormai evidente come il sistema italiano di Protezione Civile è divenuto in realtà troppo agile ed eccessivamente snello e che quindi sia d’obbligo procedere ad un suo profondo ripensamento. La storia moderna del sistema nazionale di Protezione Civile passa per tre momenti cruciali. Nel 1992 fu istituito il Servizio nazionale di Protezione civile come un sistema organizzato includente tutte le strutture e le utili articolazioni dello Stato per fronteggiare catastrofi ed eventi calamitosi. Nel 2001 nacque il Dipartimento della Protezione civile e la competenza in materia è progressivamente passata dallo Stato agli enti locali. Nel 2012 il sistema è stato ulteriormente riformato. Si configurò allora l’attuale sistema di PC paragonabile ad una catena costituita da diversi anelli: il primo è il Capo del Governo (a cui spetta l’obbligo di dettare i principi quadro), l’ultimo il Sindaco quale autorità locale di PC. Gli anelli di mezzo sono rappresentati dalle Regioni (alle Regioni è affidata la relativa disciplina normativa di dettaglio, la partecipazione all’organizzazione e all’attuazione delle attività di previsione e prevenzione del rischio e del soccorso alle popolazioni), le Prefetture (istituenti i Centri di Coordinamento e Soccorso) e le Province a cui è demandata l’attuazione dei piani provinciali di emergenza. In realtà nel 2012 si è fatto molto di più. Nel perseguire il dichiarato intento di rendere la struttura di PC nazionale “più agile e snella”, l’allora governo Monti avviò di fatto un veloce e progressivo depauperamento del sistema di Protezione civile, in termini di risorse umane, strumentali e finanziarie.

2. In relazione all'emergenza-incendi che sta interessando l'Abruzzo, qual è il livello di operatività del Sistema Regionale di Protezione Civile ?

La Protezione Civile abruzzese anche quest’anno (e più degli anni precedenti) si è dotata di un imponente apparato di lotta attiva agli incendi boschivi preparato ed efficiente. Si delineano alcuni numeri circa la sua composizione: - n. 800 volontari di Protezione Civile abilitati allo spegnimento (con abilitazione di 2° livello, dispositivi di protezione individuale, sorveglianza sanitaria e assicurazione); - n. 1000 volontari abilitati all’avvistamento e sorveglianza; - n. 120 moduli "AIB" (di cui 65 regionali); - contrattualizzazione di un elicottero A.I.B. dedicato e costantemente utilizzato il cui costo complessivo ad oggi ammonta a circa 100mila €; - collaborazione del Comando regionale dei VVF, a cui è stata direttamente demandato il coordinamento della la lotta attiva agli incendi (mediante apposita convenzione il cui onere ammonta a 500mila €); - collaborazione dei Carabinieri Forestali per il pattugliamento e le indagini mediante apposita convenzione il cui onere ammonta a 35mila €); - coordinamento delle attività effettuata dalla nostra S.O.U.P. (Sala Operativa Unificata Permanente) presenziata da tutti gli Enti coinvolti negli incendi; - l’impiego massiccio del nostro volontariato di PC, il cui costo fra carburante, pedaggi autostradali, riparazione mezzi usurati e/o guasti, ad oggi, è stimato intorno in circa 350mila €. Quest’anno, inoltre, al fine di agevolare la fase del passaggio di consegne delle attività di lotta attiva agli incendi dall’ex Forestale ai VVF, si è provveduto: -a potenziare ulteriormente il Sistema regionale "AIB" (Anti Incendio Boschivo) mediante decine di tavoli tecnici (a partire dal novembre scorso) presenziati dal personale regionale di PC e da quello dei VVF; -ad effettuare un corso straordinario di aggiornamento (con le novità del D.Lgs 177/2016) per gli 800 volontari "AIB"; -ad acquisire i mezzi "AIB" in dotazione all’ex CFS ed alla loro assegnazione alle organizzazioni di volontariato operanti sul territorio; -al noleggio, mediante apposite procedure d’urgenza, di un elicottero dedicato alle attività "AIB"(attualmente operativo). L’intero complesso sistema "AIB" regionale, opportunamente e debitamente integrato dai mezzi aerei inviati giornalmente dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) nazionale in Abruzzo, ha consentito di fronteggiare le numerose emergenze-incendi verificatesi giornalmente sul territorio regionale nella Regione (siamo ad oltre 1000 interventi) riuscendo, al momento, ad evitare ogni sorta di pericolo per la pubblica e privata incolumità.

3. Si è fatta un'opinione sull'origine dei roghi che stanno flagellando l'Abruzzo?

In attesa dei riscontri ufficiali da parte delle competenti autorità, credo sia ormai oltremodo evidente che la stragrande maggioranza dei roghi sia di origine dolosa. Ma c’è di più. Ritengo sia davvero sospetta la scientificità con cui le fiamme vengono innescate in punti distanti fra loro sì da richiedere una disseminazione sul territorio della forza attiva nelle attività di spegnimento e la consequenziale dispersione di uomini e mezzi tale da aumentare esponenzialmente il livello di difficoltà delle operazioni, rese ancora più ardue dalle perduranti sfavorevoli condizioni micro-climatiche. Al momento non ho elementi certi per immaginare le motivazioni alla base di tale scempio, così come mi sembra azzardato ipotizzare regie occulte di sorta. Di certo è la prima volta che l’Abruzzo (anche se in altre Regioni la situazione non è meno grave) è oggetto di una serie interminabile di atti criminosi connotati da una elevatissima violenza ignea verificatisi nell’estate in corso.

 

4. Sempre in ordine all'emergenza incendi, qual è il quadro della situazione aggiornato alla data odierna?

Ad oggi si calcolano oltre 10.000 ettari in cenere, di cui un buon 50% di superficie boscata. Solo nel Morrone gli ettari complessivi tra area Parco e Fuori parco, ammontano a circa 2mila. Si registra una media di 15 fronti fuoco/giorno attivi. Il personale impiegato al giorno è di circa 250 persone tra Volontari di P.C. (150/giorno) e V.V.F. Attualmente nella zona del Morrone sono stati convogliati n. 65 militari dell’Esercito Italiano del Genio Alpini, in aggiunta a n. 35 Vigili del Fuoco, n. 16 Carabinieri Forestali, oltre a n. 80 Volontari di PC Regionale. I mezzi presenti (autobotti, moduli antincendio, vasche, CAN, elicotteri, elfo, ecc), tra quelli Regionali e quelli dei VV.F., sono circa n. 80. Della flotta aerea nazionale sono stati utilizzati n. 3 CanadAir e n. 1 Elicottero Erickson, mentre da questa mattina abbiamo il supporto dell’Aerea CL 145 arrivato dalla Francia. b) La situazione fronte incendi aggiornata ad oggi è la seguente: incendi ancora attivi a Pacentro, Marane, Badie di Sulmona, Cocullo, Prezza-Raiano-Goriano-Anversa, Secinaro e Luco dei Marsi. c) Al momento non si registrano pericoli evidenti per i centri abitati; l'unico disagio registrato è dovuto al fumo che rende quasi irrespirabile l'aria nelle ore in cui il vento gira verso l'abitato. Nella zona di Sulmona viene monitorata la qualità dell'aria dalle strutture competenti.

 

5. Come giudica la trasformazione-cancellazione del Corpo Forestale dello Stato ? Il tema credo meriti una duplice riflessione:

 

La dismissione del Corpo Forestale dello Stato certamente è stata una iattura, sia per le attività di Protezione Civile che per quelle strettamente attinenti il tema della prevenzione. Ora sono in molti ad accorgersene, ma nell’aprile del 2015 fummo in pochi a sottoscrivere una petizione lanciata dai deputati abruzzesi Gianni Melilla, Arturo Sottanelli e Paolo Tancredi volta a promuovere una decisa revisione del D.Lgs 177/2016. Infatti, in presenza di situazioni estreme per quantità e qualità dei roghi, come quelle che stiamo affrontando ormai da circa due mesi senza soluzione di continuità, l’opera dei Forestali si sarebbe rilevata utilissima per le attività di spegnimento da terra, anche se difficilmente sarebbe stata risolutiva senza una ormai oltremodo evidente necessità di implementazione della attuale dotazione della flotta aerea. Agli inizi dell’estate, in forma timidamente provocatoria proposi al Governo, in sede di Conferenza delle Regioni, di acquistare un F35 in meno e investire il relativo importo nell’acquisto di 10 CanadAir a beneficio della flotta aerea.

Un grande plauso va ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestali, alle Forze dell’Ordine, ai piloti dei mezzi aerei, alle donne ed agli uomini dell'Esercito Italiano, alla Sala Operativa regionale, al soccorso alpino, ai sanitari e ai tanti volontari della Regione Abruzzo. Un grande plauso va anche a tutti quei cittadini che, anche se non ufficialmente iscritti negli albi del Volontariato 'militante', per amor di patria e della nostra montagna, con spirito di sacrificio per il nostro Paese, hanno preferito imbracciare pale e flabelli mettendosi a disposizione di chi gestisce i soccorsi piuttosto che 'postare' nefandezze inutili e dannose sui 'social'. Un grande plauso, in definitiva, va al SISTEMA NAZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE, che, per chi lo ignora, è formato da tutti i soggetti sopra citati e da tutti noi. Parafrasando la nota campagna annuale di sensibilizzazione "Anch'io sono la protezione civile!", ricordo come la legge italiana impone a tutti noi, nelle situazione di rischio potenziale o effettivo, sia obblighi che doveri.

Sen. Antonio Razzi (FI). La Valle Peligna, L’Abruzzo brucia e questo sembra non interessare nessuno

“Abruzzo terra dimenticata da sempre. Terra di sofferenza e stenti, bella ed unica, abitata da gente fiera, laboriosa e coriacea. Terra ingiustamente sottovalutata ed abbandonata dal governo centrale, martoriata dai terremoti ed oggi dagli incendi dolosi”. Lo ha detto il Segretario della Commissione Esteri del Senato Antonio Razzi alla luce degli incendi che hanno devastato la Valle Peligna Sulmona. “Questa emergenza è al di sopra delle normali possibilità cui una regione può fare fronte con le proprie forze” ha dichiarato il senatore Razzi, “le istituzioni sembrano del tutto assenti per aver sottovalutato il danno all’ambiente incalcolabile, i risvolti sociali ed economici legati a questo nonché il pericolo di una depauperazione di specie animali uniche che popolano tutta la bellissima Valle Peligna. Sono oramai otto giorni che il fuoco ha fatto razzie di 1000 ettari di bosco. Sono vicino al sindaco di Sulmona e ne condivido le lamentele: l’intervento dell’elicottero   Erickson doveva essere tempestivo a partire dal primo giorno. Si sarebbe dovuto fare molto di più e non è stato fatto. La sottovalutazione della gravità degli incendi ha fatto sì che le fiamme si siano estese, oltre che al monte Morrone, a Prezza e Raiano. Che il Signore aiuti i miei corregionali” ha concluso Razzi.

De Petris (Si): "Appello a Gentiloni: bisogna schierare tutti i mezzi a disposizione per fermare catastrofe ambientale"

"Faccio appello al presidente Gentiloni perché il governo metta in campo tutti i mezzi a propria disposizione per fronteggiare gli incendi che in Abruzzo, ma anche nel Lazio e in Calabria, rappresentano ormai un'emergenza assoluta". Così la capogruppo di Sinistra italiana al Senato e presidente del Gruppo Misto Loredana De Petris, che chiede al governo di mobilitare l'esercito per domare gli incendi che da giorni devastano l'Abruzzo. "Nelle zone intorno a Sulmona e Tagliacozzo - spiega la presidente De Petris - la situazione è tragica: si tratta di un disastro ambientale gravissimo, con oltre mille ettari del parco nazionale bruciati, a cui si aggiunge ora un serio problema di inquinamento. I volontari fanno con grande coraggio e abnegazione quello che possono, anche correndo gravi rischi, ma la loro generosità non basta e i reparti degli Alpini inviati dal governo sono del tutto insufficienti". "I criminali incendiari continuano nella loro opera appiccando sempre nuovi incendi, senza che si riescano a spegnere quelli che già divorano il parco nazionale. È essenziale moltiplicare i controlli per impedire a questi criminali di appiccare nuovi incendi ed è necessario schierare uomini e mezzi dell'esercito, inclusi i reparti specializzati, per fermare questa catastrofe ambientale", conclude la capogruppo di Si.

Pettinari contro i privati: “Il Presidente chieda che il Governo vari lo Stato di Emergenza per l’Abruzzo, poi si dimetta e vada a casa”

“Domani sarà peggio di oggi, se non affronteremo con coraggio un sistema che ci ha condotto giù fin qui. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada e di guardare avanti. Fino a quando ci sarà anche un solo privato (società, ditta, cooperativa, ecc.) che dagli incendi guadagnerà, il problema non si risolverà. E’ impensabile dare l’opportunità di arricchirsi sugli incendi: strutture, mezzi e uomini per gli interventi di soccorso e spegnimento devono essere pubblici.” Così Domenico Pettinari del M5s, consigliere regionale.

“Il Presidente parla sulla stampa come se fosse in un qualunque bar del centro. Parla di Canadair dalla Francia, e nel farlo ringrazia il Governo, lo stesso Governo che ha scelto di acquistare F35 invece di Canadair. Inoltre nella sua analisi, D’Alfonso, dimentica di sottolineare che la Regione Abruzzo è in forte ritardo nel varare il piano antincendio boschivo (L. 353/2000) di tutte le sue aree protette: infatti, ad oggi, solo il Piano AIB 2017 redatto dal Parco Nazionale d’Abruzzo risulta uno strumento credibile e approfondito. Al contrario, quello del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga denuncia nero su bianco la totale mancanza di fondi per la prevenzione e la lotta attiva contro gli incendi, con i capitoli letteralmente lasciati a zero euro, e l’AIB del Parco della Majella e di altre aree abruzzesi, teoricamente "protette", non risultano ancora pubblicati. In questi giorni abbiamo dovuto invece apprendere dallo stesso Sottosegretario con delega alla Protezione Civile Mazzocca che la Regione Abruzzo, agli inizi di questo agosto, ha già dovuto stanziare per l’emergenza circa 700 mila euro, impegnandosi a trovarne altri 370 mila, quando si è ormai consumato il disastro di oltre 1000 ettari di terreno andati in fumo, senza conteggiare gli ulteriori devastanti fronti di incendio scoppiati dopo il 7 agosto e che hanno colpito il Gran Sasso, la Majella e il Morrone.” Conclude “ Ecco perché, pur tenendo conto dell'eccezionale ondata di caldo, davanti alla quasi totale disattenzione e alla cronica mancanza di fondi per la prevenzione da parte della Regione e al fiume di denaro che si spende poi, purtroppo spesso inutilmente, per l’emergenza, nasce il sospetto che anche in Abruzzo siano cominciati a nascere episodi fino ad ora registrati in altre Regioni, dove il sostanziale disinteresse degli enti locali nella prevenzione fa da spola ai troppi interessi privati collegati alla gestione delle emergenze.

Ultima modifica il Martedì, 29 Agosto 2017 18:30