Dall’incontro è emersa la necessità di rilanciare con la prossima programmazione europea la cooperazione tra Paesi dell'area Adriatica con un nuovo programma multilaterale che capitalizzi la positiva esperienza di IPA Adriatic CBC
Politiche di Coesione e di pre-adesione, immigrazione, Eusair e Mediterraneo, lotta alle frodi: sono stati questi i quattro temi che affrontati nel corso del seminario organizzato ieri a Bruxelles nella sede Regione Abruzzo dal Programma transfrontaliero IPA Adriatic, su iniziativa del’Autorità di Gestione avv. Paola Di Salvatore.
Nel corso del seminario si sono susseguiti numerosi interventi da parte di parlamentari europei, rappresentanti delle istituzioni europee e dei paesi dell’area Adriatico-Ionica, attraverso il quale è stato delineato il quadro attuale e futuro della Politica di coesione europea e della cooperazione territoriale e delle problematiche legate al rapporto tra Stati membri e Stati in pre-adesione e sulle direttrici di sviluppo futuro dell’area Adriatico-Ionica e del Mediterraneo, che dovranno essere alla base della futura programmazione europea, a partire dal 2021.
Grande riconoscimento al lavoro svolto in questi anni dal Programma IPA Adriatic è arrivato da diverse istituzioni europee e da alcuni rappresentanti degli 8 Stati coinvolti: 244,8 milioni di euro, 102 progetti finanziati (11 dei quali legati all’innovativa target call on Eusair), 893 beneficiari e 191 associati sono alcuni numeri che dimostrano come IPA Adriatic rappresenti un esempio virtuoso nella gestione dei fondi UE.
Di “orgoglio italiano” ha parlato Rossella Rusca responsabile delle politiche regionali e fondi strutturali presso la rappresentanza permanente dell’Italia a Bruxelles, “perché nonostante le gravi difficoltà avute durante il cammino, il Programma transfrontaliero IPA Adriatic ha contribuito, in maniera evidente e nel pieno rispetto dello spirito comunitario, alla politica di allargamento e di integrazione dei Paesi dell’area adriatica che ambiscono a entrare nell’Unione”.
Il tema dell’immigrazione è stato affrontato dalla parlamentare europea dell’Italia Cécile Kyenge che ha sottolineato l’importanza di affrontare la crisi migratoria con uno spirito costruttivo superando le divisioni per operare in maniera organica e consentire agli Stati membri di conoscere con esattezza su quali fondi europei possono contare.
"Dall’ultimo incontro tra l’Unione Europea e l’Unione Africana – ha aggiunto l’onorevole Kyenge – è emersa la necessità di condividere le responsabilità che derivano dalla gestione dei flussi migratori, ma in ogni caso occorre agire con un approccio dal basso guardando non a cosa potremo fare per loro ma con loro".
"Ci sentiamo già tutti cittadini europei e questo ci da' molta energia nell’affrontare le sfide che abbiamo davanti – ha affermato Aldrin Dalipi, presidente del Consiglio regionale di Tirana – ma non è una cosa buona giocare con la speranza di Albania, Serbia, Montenegro e degli altri Paesi in pre-adesione, per questo chiediamo alla Commissione Europea di continuare a investire risorse nella cooperazione territoriale e in programmi transfrontalieri che hanno la necessaria visione d’insieme come è avvenuto con IPA Adriatic”.
Concetti espressi anche dalla presidente del Consiglio regionale di Scutari Greta Bardeli che ha evidenziato l’impatto positivo che il Programma ha avuto sia per i risultati tecnici ottenuti dai singoli progetti, sia perché ha contribuito a formare una nuova mentalità in coloro che hanno collaborato ai progetti.
“Si può e si deve fare di più – ha aggiunto Mario Djuracic, rappresentante della Repubblica Srpska – per allargare la conoscenza delle opportunità che l’Europa offre ai cittadini e questo è possibile se si continua sulla strada della formazione e dell’informazione coinvolgendo le amministrazioni pubbliche, le imprese e le università”.
Per Thomas Wobben direttore dei lavori legislativi per la Commissione per le politiche di coesione territoriale presso il Comitato Europeo delle Regioni (Coter) “bisogna scongiurare che nei prossimi mesi vengano confermate le previsione di riduzione del budget destinato alla politica di coesione perché così sarebbero penalizzate soprattutto le regioni più in ritardo di sviluppo."
Di gestione di fondi europei, della lotta alle irregolarità e alle frodi ha parlato, infine, Antonio Bellucci dell’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) che, nel riconoscere il lavoro svolto da IPA Adriatic attraverso l’organizzazione del ciclo di seminari nei paesi partecipanti, ha anche fornito i dati del lavoro svolto tra il 2010 e il 2016 con oltre 1600 indagini e con la raccomandazione di recupero di circa 3,6 miliardi di euro attinenti al bilancio UE.
COSA E’ IPA ADRIATIC CBC IPA è l’acronimo di Instrument for Pre-Accession Assistance, ossia strumenti di assistenza per i Paesi candidati o potenziali candidati all’adesione all’UE, mentre CBC (Cross-border cooperation) traduce l’obiettivo di cooperazione transfrontaliera tra gli Stati che affacciano sull’Adriatico. Adriatic IPA CBC è dunque il Programma che supporta la cooperazione transfrontaliera tra gli stati adriatici membri dell'UE (Grecia, Italia, Slovenia, ai quali si è aggiunta la Croazia nel 2013) e i paesi candidati o potenziali candidati (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro). La Serbia, con l’indipendenza del Montenegro, partecipa al Programma in fase di phasing-out.
L’incarico di Autorità di Gestione del Programma IPA Adriatic CBC è stato affidato alla Regione Abruzzo nella persona del dirigente del Servizio Cooperazione territoriale avv. Paola Di Salvatore. Adriatic IPA CBC è il più importante strumento di cooperazione territoriale dell'area Adriatico-Ionica, ha un budget di oltre 245 milioni di euro e ha finanziato 102 progetti coinvolgendo 893 beneficiari e 191 associati negli 8 Stati. I progetti finanziati hanno riguardato ad esempio, il miglioramento della competitività internazionale delle destinazioni turistiche e la loro sostenibilità anche attraverso il miglioramento della qualità dei prodotti tipici; la promozione del patrimonio culturale; lo sviluppo di sistemi integrati per le aree costiere; la sostenibilità della gestione dei rifiuti; le strategie di prevenzione dei rischi la gestione delle emergenze; e la gestione sostenibile delle risorse naturali attraverso la prevenzione degli incendi boschivi; studi e ottimizzazione sulla gestione sostenibile delle acque e la gestione coordinata e innovativa delle attività di pesca per la difesa del mare e delle coste e volte a ridurre l'inquinamento del mare Adriatico.



