M5S chiede al Commissario prefettizio di ristabilire la legalità all’interno del Comune di Teramo, attraverso due azioni: dando mandato all’ufficio tecnico per l’aggiornamento del piano di emergenza comunale (secondo le nuove linee guida della Regione Abruzzo) e stanziando le risorse economiche per il piano neve 2018 al fine di fronteggiare adeguatamente una futura e possibile nevicata.
Niente soldi per il piano neve. Il M5s lo si apprende dalla determina n°1 del 04/01/2018 con cui viene approvata la struttura organizzativa del piano neve comunale 2018." Tuttavia viene dichiarato che “con successivi atti si provvederà all’individuazione degli stanziamenti di spesa per l’attuazione del predetto Piano, in caso di attivazione dello stesso”.
Traducendo dal linguaggio politico-burocratico, "ad oggi, il Comune di Teramo, non dispone di risorse finanziarie da stanziare per tale attività e, pertanto, come ogni anno, si potrebbe verificare la possibilità di una nevicata con conseguente blocco stradale e disagi per l’intera collettività visto che il Comune non ha ancora trovato i soldi per lo sgombero neve."
Il Comune di Teramo, secondo Movimento 5 Stelle, "è inadempiente sull’aggiornamento del Piano di emergenza comunale di protezione civile, più complesso del semplice piano neve”, che ha l’obiettivo di programmare e gestire le diverse emergenze che "si potrebbero verificare sul territorio comunale."
Con Delibera di Giunta regionale (n° 19/2015), la Regione Abruzzo, infatti, ha previsto che il Piano di Emergenza Comunale sia strutturato e, contempli le attività, sia di prevenzione che di gestione dell’emergenza, in diverse sezioni di intervento: Rischio idraulico / idrogeologico, Rischio incendi boschivi, Rischio sismico (Sezione già presente e aggiornata con introduzione C.L.E. – O.P.C.M. 4007/2014), Rischio Industriale (Sezione introdotta dalle nuove Linee Guida – DGR 19/2015), Rischio Neve/Ghiaccio (Sezione introdotta dalle nuove Linee Guida – DGR 19/2015), Rischio Valanghe (Sezione introdotta dalle nuove Linee Guida – DGR 19/2015). "Per ognuno dei rischi di cui sopra, i Comuni avrebbero dovuto predisporre sezioni attraverso l’utilizzo di procedure standardizzate che descrivano puntualmente le caratteristiche del territorio, il censimento di risorse umane, mezzi e materiale disponibile, una raccolta dati relativa alle persone e alle famiglie coinvolte in un dato rischio, l’elenco delle persone con fragilità da soccorrere e le relative modalità di intervento, le Condizioni Limite per l’Emergenza di un insediamento urbano al verificarsi di un evento sismico, gli uffici e i contatti telefonici da chiamare durante le emergenze, i livelli di gestione delle allerte e le relative modalità di intervento, la localizzazione dei presidi territoriali, l’individuazione delle aree di accoglienza, attesa e ammassamento."



