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Venerdì, 19 Gennaio 2018 17:27

Carabinieri. Inseguimento e mistero in contrada Sammaccio a Notaresco

Mistero svelato solo alla fine dell'inseguimento dai Carabinieri.

 

Era su una Panda di colore bianco l'uomo sfuggito ai Carabinieri di Giulianova, alle 3 di questa notte, a Notaresco in via Belvedere, incrocio con via Cavour. I militari avevano intimato l’alt all'auto per i controlli di routine, quando il conducente, anziché fermarsi, aveva accelerato dandosi subito alla fuga scatenando un rocambolesco inseguimento, tanto che la Fiat Panda aveva rischiato più volte di ribaltarsi lungo il tragitto percorso. Nel frattempo, la centrale operativa di Giulianova aveva allertato le altre pattuglie presenti in zona, tra cui quella del Nucleo Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Pineto, accorsi in ausilio dei colleghi di Notaresco. L’intensificarsi del suono delle sirene delle autoradio aveva evidentemente intimorito il malvivente giunto in contrada Sammaccio e sentendosi ormai braccato, aveva imboccato una strada sterrata lanciandosi dall’auto in corsa, poi andata a sbattere contro il palo di una recinzione.

Perché l'uomo scappava?

Il ladro, inseguito a piedi dai militari dell’Arma, è riuscito ugualmente a sfuggire alla cattura addentrandosi nella vegetazione della campagna circostante, favorito anche dall’oscurità. I Carabinieri della Stazione di Notaresco e i colleghi del Nucleo Operativo di Giulianova, hanno sin da subito iniziato tutti gli accertamenti finalizzati all’individuazione del malvivente, tra cui il rilievo delle impronte digitali presenti nell’auto e l’esame delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Le stesse indagini, attivate nell’immediatezza, hanno permesso di ricostruire la vicenda: la Fiat Panda, infatti, era stata rubata poco prima dal piazzale esterno di una ditta di Notaresco che si occupa di telecomunicazioni.

Al suo interno, i Carabinieri hanno poi rinvenuto costosissimi materiali rubati dal magazzino della stessa impresa proprietaria della Panda, in particolare attrezzi ed utensili da lavoro e macchinari per la posa in opera di impianti per le comunicazioni in fibra ottica. L’intera refurtiva, per un valore complessivo di circa 50.000 euro, è stata restituita al titolare dell’azienda derubata

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