L’indennità ovviamente si perde, se la mamma sceglie il lavoro esterno alla famiglia. "La finalità del reddito di maternità è finalmente quella di consegnare alla donna una piena libertà di scelta: se essere madre-lavoratrice, o essere esclusivamente madre, senza essere piegata al ricatto di dover contemperare attività faticosissime. Chi vuole realizzarsi nel lavoro oltre che nella maternità potrà ovviamente continuare a farlo, ma chi deve scegliere lavori massacranti e sottopagati solo per necessità, potrà essere liberata da questo peso, con conseguenze pienamente positive per tutta la società, e per l’economia complessiva della città."
Si legge "La proposta spaventa i benpensanti, le femministe più arcaiche, e i vetero-conservatori di sinistra, pur rispondendo davvero alle esigenze della libertà femminile. Il reddito di maternità costa quasi nulla, se rapportato alla proposta grillina di “reddito di cittadinanza” (780 euro mensili a tutti i milioni di cittadini italiani privi di occupazione), e meno ancora del “reddito minimo garantito”, tradizionale proposta della sinistra italiana."
Secondo il i proponenti "Il reddito di maternità costa pochissimo, perché pochissimi sono i neonati teramani: 399 nel 2016, a fronte di 607 deceduti. Una buona parte di queste neo-mamme, poi, saranno donne che sceglieranno il lavoro (ad oggi il 90% delle mamme ha lavorato o lavorerà a pochi mesi dal parto). Ma il Popolo della Famiglia punta a estendere il diritto alla scelta non solo alle neo-mamme, ma anche a chi è già mamma, moltiplicando la platea delle donne che potranno liberarsi dalla schiavitù di un lavoro che non vogliono, per dedicarsi completamente alla maternità: i soldi andranno direttamente in tasca alla famiglia, alle donne. "



