La proposta è dei consiglieri regionali Montepara e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri con l’avallo dell’assessore regionale all’urbanistica Campitelli, e successive adesioni, anche con emendamenti, dei consiglieri regionali dei 5Stelle, nonché del capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa.
Italia Nostra ribadisce la sua totale opposizione al destino riservato, dalla suindicata coalizione politica, ritenendo che "i circa 30 trabocchi esistenti sulla costa dei trabocchi sono testimonianze culturali di macchine da pesca che già D’Annunzio affermava essere 'un’effigie di corpo animato in legno esposta anni ed anni al sole' rimanendo testimonianza storico-culturale, nell’ambito di paesaggi per fortuna non ancora completamente deturpati, per cui come recentemente ribadito dalla Soprintendenza ai Beni Culturali d’Abruzzo essi vanno difesi da inopportuna destinazione a ristoranti, peraltro in carenza servizi igienici ed in violazione delle elementari norme di sicurezza." Italia Nostra dice ”il mancato rispetto dell’ambiente e dei beni storico-culturali da parte dei proponenti consiglieri richiama i legislatori regionali al rispetto delle note tecniche sulla incolumità statica e sicurezza pubblica, per evitare il ripetersi di tragedie simili a quella di Rigopiano o causa dell’ingresso di navi da crociera nella laguna di Venezia. Invita tutti i cittadini e anche le associazioni ambientaliste e culturali a far sentire la propria voce su questo argomento e ad intervenire per evitare un ulteriore massacro al nostro patrimonio culturale".
>Fornisce poi note Tecniche sulla incolumità statica e sicurezza pubblica. Fa presente l'associazione che "il trabocco era concepito e strutturato dai nostri pescatori/contadini come una macchina da pesca per poter ospitare un massimo di 8/10 persone , mentre oggi ospita mediamente dalle cinquanta alle 80 persone per arrivare anche a punte di 100/120 persone" . Parlando degli interventi: "questo comporterebbe inevitabilmente modifiche sostanziali agli schemi strutturali, verticali e orizzontali con una maggiorazione sulle connessioni, alterando inevitabilmente e definitivamente l’architettura del vecchio trabocco".
Sulla sismicità: " La costa litoranea dei trabocchi è classificata di terza categoria". Ricordano che "la costa è sottoposta a rischio frane, ovvero a dissesto idrogeologico, come si evince dalla cartografia PAI della Regione Abruzzo. Non possiamo, dunque, consentire la trasformazione dei trabocchi in legno, in strutture di cemento armato".



