"Passeggiando per la mia città: tombini ancora ostruiti da terra e fango, cassonetti circondati dal fango e vie ancora sporche di chiazze di limo asciutto e contaminato sul quale nel frattempo sta crescendo vegetazione spontanea. In un paese normale dopo quasi tre settimane dall'emergenza, almeno si pulirebbe: è questione di igiene urbana, di decoro, oltre che di prevenzione". La segnalazione di Romina Di Costanzo, Consigliere Partito Democratico-Progressisti per Montesilvano.
"Eppure a quanto pare per Via Salvemini le operazioni di pulizia si sono già svolte in quella zona, in preparazione della trascorsa festa religiosa; quindi mi auguro che gli altri casi che evidenzio siano isolati e sfuggiti alle annunciate operazioni di pulizia dei tombini e griglie di scolo a cura di Formula Ambiente e alle altrettante operazioni di rimozione di fango e detriti a cura di ditta esterna". Fa notare "Tombini e caditoie ostruite costituiscono un grave pericolo di allagamento diffuso per le nostre strade dove si corre il rischio che le abitazioni o le attività commerciali vengano danneggiate nuovamente in caso di piogge non necessariamente di entità eccezionale; con l’aggravante che gli abitanti siano sempre in allerta alla comparsa di una minima nuvola in cielo."
" E’ incoraggiante assistere all’opera di cittadini volenterosi che armati di tubi di gomma e scope hanno provveduto alla pulizia delle proprie strade ma la sussidiarietà orizzontale è concepibile solo se intesa come un fare insieme anziché fare da soli. Pertanto, - sottolinea -attribuire alcune responsabilità pubbliche, quali servizi di igiene urbana, direttamente ai cittadini, in quanto territorialmente e funzionalmente più vicini e interessati, non è certo un bene, laddove comporta il ritrarsi dell’amministrazione dalle funzioni ad essa attribuite o il limitarsi ad altre priorità, lasciando fare ad altri che sentono queste criticità come prioritarie e privandoli di un diritto per il quale pagano un servizio".
"Purtroppo, in penuria di risorse, la pulizia ad esclusivo intervento dei cittadini di strade, come altrettanto la manutenzione del verde pubblico in prossimità alle proprie abitazioni o attività commerciali, sono una realtà che rischia di diventare una prassi consolidata, come altresì intervenire a emergenza conclamata". Aggiunge "Non è più tempo di abusare della collaborazione e della pazienza dei cittadini, ripromettendosi a posteriori di adottare idonee misure preventive, e tra queste sottolineerei non solo interventi strutturali di canalizzazione per il deflusso delle acque e loro manutenzione ma un vero progetto di manutenzione periodica con una programmazione degli interventi di pulizia e disostruzione di tombini e caditoie".
Conclude "Se il modo di dire 'prevenire è meglio che curare' divenisse la linea guida dell'operato di un amministratore, si potrebbe puntare non solo a migliorare la vita di tante persone, ma anche ad evitare danni e pericoli per tutti noi".



