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Venerdì, 04 Dicembre 2015 16:48

Cerrano Bike - la crisi non va in bicicletta

La crisi non viaggia in bicicletta, e a confermarlo sono gli ultimi dati relativi ad un settore che, anche nel 2015, ha registrato una crescita costante e senza precedenti.



A riferirlo sono Vito Partipilo - vice Sindaco ed Assessore al Turismo di Silvi Umberto Italiani - Assessore allo Sport ed all’Ambiente di Atri Robert Verrocchio - Sindaco di Pineto Adriano De Ascentiis - Direttore Riserva Naturale dei Calanchi di Atri Leone Cantarini - Presidente AMP Torre del Cerrano Mauro Marrone - Presidente Abruzzo Federazione Ciclistica Italiana Andrea Cesarini - Presidente ASD Cerrano Outdoor La mobilità ciclistica quindi, costituisce sempre più una valida alternativa di trasporto ed una opportunità turistica capace di garantire vantaggi in termini economici, sociali ed ambientali, non solo a chi la usa, ma anche a tutta la collettività.

Ad intuire questa enorme opportunità sono state le Amministrazioni di Silvi, Atri e Pineto su proposta dell’ASD Cerrano Outdoor che, in collaborazione con le aree protette “Torre del Cerrano” e “Calanchi di Atri” e con il supporto del Comitato Abruzzo della Federazione Ciclistica Italiana, hanno dato vita a CERRANO.BIKE.

CERRANO.BIKE è un progetto che propone e realizza attività di settore e comunicazione efficace, che mira alla valorizzazione, allo sviluppo e alla promozione del territorio, utilizzando la bicicletta come “strumento chiave” ed il portale cerrano.bike come “calamita” per attirare appassionati, turisti e intere communities di bikers. “In quest’ottica la mobilità ciclistica e il cicloturismo possono rappresentare senza dubbio un segmento strategico di sviluppo e crescita regionale, locale ed urbana” - afferma Umberto Italiani Assessore allo Sport ed all’Ambiente di Atri. Aggiunge Vito Partipilo vice Sindaco ed Assessore al Turismo di Silvi,- “investire nel ciclismo è la scelta più giusta; sì è dimostrato che ogni nuova pista ciclabile costruita crea nuovi ciclisti e nuovi posti di lavoro, e fornisce il miglior ritorno economico rispetto a qualsiasi altro investimento fatto nel settore dei trasporti, senza tener conto poi dei benefici che si vedranno a lungo termine nei bilanci del turismo ed in quelli della spesa sanitaria e del cambiamento climatico.
Se l’economia italiana vuole accelerare sui pedali, quella del Cerrano è già in sella.

 

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