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Sabato, 02 Maggio 2020 11:03

Abruzzo/Caos Ordinanze: la polemica del giorno dopo.

Scritto da di Angela Curatolo
Montesilvano. Primo maggio 2020 Montesilvano. Primo maggio 2020 foto inviate da un lettore

Fotografie social mostrano strade del Lungomare e Riviera frequentate, le ordinanze e le revoca mandano nel pallone le istituzioni. Documento Questura chiarisce e ricorda che rimangono gli obiettivi: fermare la diffusione del Covid19.

Rimane un mistero la storia dei cavalli a spasso e l'apertura degli esercizi di toilettatura per cani, in un momento in cui in molte vorrebbero andare dal parrucchiere.

Un riepilogo, per quel che si riesce a comprendere dalla confusione delle ordinanze emanate che ha investito anche le città di Pescara e Montesilvano, non è facile, perchè rimangono poco chiari i punti e le intenzioni.

Nella famosa ordinanza regionale 50, che appare come un 'tana libera tutti', la Regione permette di poter passeggiare liberamente all'interno del proprio comune sin dal Primo Maggio e svolgere tante attività: pesca sportiva e ricreativa, passeggiata a cavallo, taglio della legna.

Attenzione segue poi la n.52 pubblicata il 30 aprile, però sul social ieri mattina viene avvisato che le attività ivi elencate sono valide dal 4 maggio: kayak individuale, windsurf, barca a vela, atletica leggera svolta in forma individuale, golf, sport rotellistici, pesca sportiva di superficie e subacquea, sport equestri non di squadra, tennis singolo, tennis a volo singolo e badminton singolo, tiro con l’arco, tiro a segno, tiro sportivo con armi da fuoco lunghe e corte, da lancio, aria compressa (tiro al volo, tiro al piattello, tiro dinamico e statico) praticato nei campi da tiro, tiro sportivo da caccia (tiro di campagna, english traing sport, tiro a palla, tiro con l’arco da caccia, field target), sport motociclistico, go kart, arrampicata in falesia o esterno – purché siano mantenute le distanze di sicurezza tra l’arrampicatore ed il compagno di sicura. 

Si legge che "L'efficacia della presente ordinanza decorre dalla data di pubblicazione, ad eccezione dei punti 1. 2. 3. 4. per i quali la decorrenza è fissata al 4 maggio 2020, ed ha validità fino al 17 maggio 2020, salvo nuovo provvedimento".

Intanto, il 30 Aprile, a Pescara rimane sulle prime vietato andare sulla riviera e Strada Parco per ordinanza comunale, revocata subito dopo il dispaccio regionale. Quindi a monte il 'tana libera tutti'.

Anche il Comune di Montesilvano sulle prime emette ordinanza di divieto per il Primo Maggio di andare su Strada Parco e Lungomare ma successivamente viene revocata, in coordinamento con quella della regione e del territorio, lasciando dubbi sull'attività motoria e la passeggiata, che fino al 4 maggio è solo nelle vicinanze di casa.

Ieri il dilemma dei cittadini: "si può passeggiare o devo per forza fare jogging per uscire?" Le circolari governative chiariscono che attività motoria comprende anche la passeggiata. In ogni caso i più temerari vanno a passeggiare anche sul Lungomare e Strada Parco, nella confusione delle ordinanze, spinte dalla voglia di uscire dopo due mesi di reclusione.

Il 30 Aprile la Questura di Pescara ribadisce e sottolinea che per il Primo Maggio rimangono salve le disposizioni e del Dpcm del Presidente del Consiglio, soprattutto rimangono fino al 4 maggio gli obiettivi: controllare la diffusione del Covid19.

Perciò ieri sono stati concentrati i controlli delle forze dell'ordine a Pescara e Montesilvano.

Sul social le persone postano foto persone che passeggiano sul Lungomare e nelle pagine istituzionali, prima di tutte quelle della Regione, qualcuno che esprime preoccupazione. Si spera che tutto questo non pregiudichi due mesi di quarantena.

M5s, "pressapochismo"

“La giornata di ieri ha segnato il punto più alto di pressappochismo, confusione e inadeguatezza mai toccato dalla Giunta Lega-FDI-FI e dal Presidente Marsilio, tra (dis)ordinanze fatte circolare, poi ritirate, poi modificate e infine pubblicate di notte. L'unica cosa che sappiamo è che, pur di ubbidire agli ordini di scuderia che arrivano dai vertici di partito per iniziare a contravvenire ai DPCM del Premier Conte, Regione Abruzzo va contro il buonsenso e il principio di precauzione, aprendo liberamente alle passeggiate nei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore nel pieno del weekend del I maggio. Stanno, di fatto, creando tutte le migliori condizioni affinché il rischio di contagio torni ancora una volta ad aumentare. Tutto questo senza essere a conoscenza, o senza rendere pubblico, l'indice di contagiosità R0 sul nostro territorio, senza aver pronto un piano chiaro per affrontare la seconda fase della pandemia, senza sapere come poter fare tamponi a tappeto, senza avere tempi certi sulle risposte agli esami, senza avere un'idea su come effettuare il maggior numero di test sierologici. Tutti sappiamo che il distanziamento sociale è il miglior modo per rimanere al sicuro e in salute. Ma questo non basta per sfamare il bisogno di propaganda di Fratelli d'Italia, che utilizza l'Abruzzo alla stregua di una cavia in un pericoloso gioco al 'chi apre prima, chi apre di più' che gli amministratori di centro destra stanno praticando in varie parti d'Italia con lo scopo di attaccare lo Stato. Se non ci fosse di mezzo la salute dei cittadini abruzzesi, si potrebbe stendere un velo pietoso su questo atteggiamento, ma oggi non possiamo rimanere in silenzio”. È questo il commento del Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.

“Nella giornata di ieri – riepiloga Marcozzi – sono state emesse tre (dis)ordinanze. La prima, la n.50 è stata prima fatta circolare su WhatsApp in una versione diversa da quella che è stata poi pubblicata. A questa, come abbiamo già raccontato, erano state tolte le apertura dei fiorai e vivai per la festa della mamma e quelle ad hoc di attività commerciali per i comuni di Bellante (TE) e Ortona (CH), rispettivamente per i giorni 2 maggio (Festa Patronale di Sant’Atanasio, Santa Croce e San Francesco di Paola) e 4 maggio (proprio in corrispondenza della festa del Perdono di San Tommaso). Punti che sono stati poi recuperati nella notte, quando è stata emessa la (dis)ordinanza n.52, che dà il via libera ad altre attività sportive e corregge alcune storture della n.50. Viene da pensare che la Giunta pubblichi ordinanze senza nemmeno leggerne il contenuto, dal momento che nel giro di poche ore sono stati costretti a correggerla. In mezzo a queste due, abbiamo la (dis)ordinanza n.51 che dà il libera tutti agli spostamenti nei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, forzando la mano del governo che, per voce del Ministro Boccia, ha già chiesto di aspettare solamente fino al 18 maggio per fare pianificazioni e aperture calibrate sulle singole Regioni. Ma due settimane sono, evidentemente, troppe da aspettare quando i sondaggi a livello nazionale danno il centro destra, specialmente la Lega, in piena fase calante. Uno smacco che chi vive di propaganda non può accettare, a costo di prendersi il rischio di mandare nuovamente in tilt il sistema sanitario abruzzese, che già una volta ha dimostrato di non essere in grado di gestire un'emergenza sanitaria a causa della pessima organizzazione data proprio dalla Giunta Marsilio”.

“Alla fine di tutto, agli abruzzesi rimane solamente il caos causato dalle tre (dis)ordinanze firmate Marsilio. E l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno adesso, nel momento in cui i numeri dei contagi calano e ci avviciniamo alla fase di convivenza con il virus, è proprio la confusione, che può causare nuove occasioni di contagio e un altro aumento delle positività, che potremmo non essere pronti ad affrontare. Se questo dovesse succedere, invito Marsilio, se ne è capace, ad assumere su di sé tutte le responsabilità del caso e a valutare di conseguenza la propria posizione. Limitarsi a scaricare sulla cittadinanza il compito di proteggersi, invitando a usare mascherine e tenere la distanza di sicurezza, non può essere sufficiente”, conclude.

PD, coordinamento, condotta pericolosa

Nella giornata di giovedì la Regione ha emanato "ben tre ordinanze senza averle concertate con nessuna rappresentanza dei sindaci, anticipando le disposizioni dell'ultimo provvedimento del Governo che entrerà in vigore lunedì 4 maggio. Si tratta di una condotta pericolosa che genera confusione nei cittadini e costringe le amministrazioni locali a dare chiarimenti e risposte su qualcosa che si è visto calare dall'alto senza nessuna condivisione preliminare". Scrivono sindaci e degli amministratori del Pd. "È un fatto molto grave che, in una fase nella quale è necessario mantenere una linea comune e dare segnali univoci alla popolazione, si voglia mettere in piazza e sulla pelle dei cittadini uno scontro che è tutto e solo politico nel quale la Regione targata Meloni - Marsilio tenta una fuga in avanti su temi così delicati. D'altra parte, da chi rivendica attenzione al lavoro delle forze dell'ordine ci si aspetterebbe altro. Le ordinanze regionali mettono in grande difficoltà chi deve esercitare i controlli. C'è inoltre un aspetto giuridico: queste misure appaiono illegittime alla luce degli atti del Governo che giustificano solo misure più restrittive. Spiace trovarsi di fronte ad una Istituzione regionale lontana, con la quale è difficile avere un contatto, che sta rifiutando dialogo e condivisione per poi assumere decisioni pericolose e contraddittorie. Spiace riscontrare la assoluta mancanza di sensibilità istituzionale. È avvenuto sul tema dei tamponi ed è avvenuto sulle farraginose procedure del “bonus 1000 euro” che hanno bloccato i servizi sociali in estenuanti attività di comunicazione e assistenza quando sarebbe stato più semplice trasferire le risorse ai Comuni". Il Coordinamento dei sindaci e degli amministratori del Partito Democratico abruzzese chiede "la revoca immediata di queste decisioni e di aprire un tavolo permanente di confronto con le amministrazioni locali con le quali condividere i passaggi e le decisioni che inevitabilmente coinvolgono i territori".

In rappresentanza del coordinamento dei sindaci e degli amministratori del Pd:

Giacomo Carnicelli - sindaco di Tornimparte Alessandro D’Ascanio – sindaco di Roccamorice Simone Dal Pozzo - sindaco di Guardiagrele Vincenzo D'Ercole - sindaco di Castiglione Messer Raimondo Tiziana Di Renzo - vicesindaco di Lama Dei Peligni Gabriele Marcellini – assessore comunale a Civitella del Tronto Daniele Marinelli - consigliere comunale di Castel di Sangro Francesco Menna – sindaco di Vasto Francesco Pagnanelli - consigliere comunale a Pescara Mario Pupillo – sindaco di Lanciano Angelo Radica - sindaco di Tollo Gian Paolo Rosato – sindaco di Taranta Peligna Mirko Rossi - capogruppo maggioranza a Mosciano Sant'Angelo Andrea Silverii - capogruppo maggioranza a Scerni Cinzia Silvestri - consigliere comunale a San Giovanni Teatino Robert Verrocchio – sindaco di Pineto

Pescara, Articolo UNO "ricerca di visibilità"

"Quello che è accaduto ieri, venerdì primo maggio, a Pescara è stato raccapricciante: la riviera invasa da cittadini convinti che l'emergenza sanitaria fosse ormai alle spalle, senza dispositivi di protezione, senza controlli, ingannati dagli annunci del Sindaco di Pescara". Interviene Francesco D'Agresta, Segretario provinciale Articolo Uno Pescara. "Quella andata in scena ieri e nei giorni precedenti è una delle pagine più raccapriccianti della politica locale. Un valzer di ordini e contrordini che ha messo a nudo tutta l'incapacità amministrativa del Presidente Marsilio e del Sindaco Masci i quali hanno anteposto gli interessi di partito e la ricerca della visibilità a una ponderata gestione dell'emergenza sanitaria. Lo ribadiamo: facciano il lavoro per il quale sono stati eletti non i passacarte di Salvini, Meloni e Berlusconi". Dichiara: "Questa gestione infantilesca rischia di vanificare tutti i duri sacrifici sostenuti dai cittadini abruzzesi per frenare il contagio, Marsilio e Masci se ne sono capaci ritrovino un minimo di lucidità. Quello che è successo è gravissimo, ritengo sia doveroso un intervento delle autorità preposte, dalla Procura della Repubblica al Governo nazionale, perché ieri qualcuno ha voluto giocare con la salute dei cittadini".

chiacchiere da ape