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Giovedì, 25 Giugno 2020 17:20

Mostra di Matteo Messori STATUS

Scritto da redenz

27 giu —8 ago 2020. Inaugurazione: sabato 27 giugno, ore 18.00 Matteo Messori STATUS a cura di Maria Letizia Paiato Nero — La Factory Via Giovanni Caboto 67 - Pescara spazi di Nero—La Factory, con la curatela di Maria Letizia Paiato, guidata da Matteo J. Coccia, l’artista Matteo Messori presenta Status.

L'opening sarà a porte chiuse, trasmesso in diretta sui nostri canali social. L'esposizione sarà visitabile dal 29 giugno all'8 agosto su appuntamento, con obbligo di mascherina e rispettando tutte normative di sicurezza. La mostra, terminato il tempo di confinamento e dopo il suo naturale rinvio, approda finalmente e fisicamente nel capoluogo abruzzese che, tuttavia, nel rispetto della pubblica sicurezza sarà inaugurata in modalità online, attraverso i canali social di Nero—La Factory e visitabile su appuntamento nelle settimane a seguire. Inizialmente pensata come parte conclusiva di una residenza che Matteo Messori avrebbe dovuto vivere nel mese di marzo, Status in questo tempo di forzata sospensione, ha visto, non solo rimodulare i propri moventi, ma anche la riprogettazione delle opere stesse che, sebbene indirizzate da esigenze obbligate, si palesano oggi con una forza trasformativa del tutto inedita e inattesa. Il senso della creazione in-situ, che in origine, come già detto, avrebbe dovuto svolgersi nella città di Pescara, tenendo conto delle sue dinamiche e peculiarità, è straordinariamente, e quasi per paradosso, rimbalzato nella città natia dell’artista dove, al senso di espressività del luogo, Matteo ha sostituito quello di una riflessione sulla condizione stessa dell’artista e dove, all’incontro con nuove persone, si sono integrate differenti percezioni verso le opere stesse. Non una città aperta ma le mura del proprio studio sono diventate pertanto il motivo ispiratore dell’intero progetto di mostra, così i materiali e le soluzioni formali adottate sono diventati un’opportunità imprevista ma accolta con entusiasmo, e che oggi si traduce in una mostra il cui senso di Status appare profondamente più pregnante.