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Martedì, 30 Giugno 2020 18:01

Coronavirus in Italia, ancora morti e contagi.

Scritto da A.C.

Altri 23 morti in Italia per coronavirus.

Le vittime, dall'inizio dell'emergenza, sono 34.767. I nuovi casi sono 142, per un totale di 240.578 dall'inizio della crisi. Vengono segnalati altri 1.052 guariti che portano la cifra complessiva a 190.248.

Zaia, dati non buoni in Veneto

"Ai cittadini dico di fare attenzione: si ricomincia a stringere le mani, evitatelo. Sono stati registrati altri 8 casi positivi e 35 persone in isolamento. Per non sono dati buoni, non è un momento di vanto. La sanità del Veneto ha consegnato una regione in ordine dopo 3 mesi di lockdown. A differenza di febbraio e marzo, abbiamo le spiagge piene. L'assembramento viene spontaneo, io non ho nulla contro i comportamenti umani". Sono le parole del governatore del Veneto, Luca Zaia.

Il presidente della regione guarda con sospetto "quest'aria di gioia. O è la quiete dopo la tempesta, se la tempesta è passata, ma se siamo prima della tempesta ci stiamo predisponendo per trovarla. Siamo davanti ad una bestia terribile, questo virus è terribile". "Non siamo più nella fase 2, siamo nella 'fase limbo': o andiamo avanti o andiamo indietro, ognuno di noi deciderà se andare allo schianto o cercare di salvare la propria vita e quella dei cittadini. Non voglio fare allarmismi, ma ho l'obbligo dell'obiettività. Ai cittadini dico di fare attenzione: si ricomincia a stringere le mani, evitatelo ancora per un po'. Continuate a disinfettarvi le mani", prosegue. "Mascherina nei luoghi chiusi e negli assembramenti, distanziamento sociale: questo è l'abc".

"L'effetto Covid ha determinato circa 40 mila morti in più rispetto alle attese di mortalità degli anni precedenti".

Tuttavia "non si tratta di una crescita di mortalità enorme se vogliamo essere sinceri perché nel 2015 l'aumento dei morti è stato di 50 mila unità rispetto all'anno prima e nel '56 l'aumento rispetto al '55 e al '57 l'aumento è stato di 50 mila". Così il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, nel corso della sua audizione in Commissione Politiche Ue nell’ambito dell’esame congiunto del “Programma di lavoro della Commissione per il 2020 - Un’Unione più ambiziosa”, del “Programma di lavoro adattato 2020 della Commissione” e della “Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2020". Quindi, sottolinea Blangiardo, "si tratta di una dimensione che è già successo in passato ma quello che è drammatico è la distribuzione territoriale. La metà dell'aumento della mortalità è stato assorbito da 5-6 province, tra cui Bergamo, Cremona, Torino, Aosta che hanno avuto situazioni particolarmente drammatiche".

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