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Giovedì, 30 Luglio 2020 18:26

Montesilvano. "La targa del canile comunale diventa centro adozioni".

Scritto da redenz
la nuova targa la nuova targa

 Pd E M5S: "Il Sindaco dica chiaramente cosa intende fare visto che la convenzione è scaduta da tempo".

"Sebbene a livello regionale il consigliere di opposizione Blasioli ha proprio ieri presentato una proposta di legge per individuare un’area di rifugio animali intercomunale, che coniuga la L. 47/2013 sul randagismo con la L.26/2018 istitutiva della nuova Pescara, è evidente, già dalle dichiarazioni di stamane del Sindaco Masci in merito al futuro dell’attuale struttura di Via Raiale, che l’opera intercomunale stenta a vedere la sua immediata realizzazione soprattutto in virtù della localizzazione - visto che lui stesso ha dichiarato 'che non si muoverà da lì fino a quando verrà realizzato il nuovo rifugio'." Sono le considerazioni dei Consiglieri di opposizione PD - Enzo Fidanza, Romina Di Costanzo, Antonio Saccone, Stefano Girosante M5S - Paola Ballarini e Gabriele Straccini

"Come ribadito in più occasioni, già l’ipotesi del sito valutata sul nostro territorio comunale, è improponibile per una serie di criticità e acclività che rendono impraticabile la sua fruizione, connotandola come una sorta di cattedrale nel deserto, che scoraggia le adozioni, piuttosto che valutare un’ipotesi di micro diffusione capillare di parchi-canili, andando semmai anche a modificare la legge regionale in materia, che in controtendenza all’andamento nazionale, impone un distanziamento di oltre 300 metri". E ricordano, "Il Comune di Montesilvano ha un evidente obbligo rispetto al ricovero e adozione dei cani, ai sensi della Legge Regionale 18 dicembre 2013 n. 47,art. 5, comma d); tuttavia allo stato attuale la convenzione con i gestori è abbondantemente scaduta e su di essa pendono un contenzioso instaurato dalla Dog Village al Tar con decreto ingiuntivo per la corresponsione del saldo 2018 relativo alla gestione del rifugio comunale, diffida da parte del Comune a restituire l’area di sgambettamento animali per la realizzazione del terminal bus Tua e richiesta di rilascio della struttura per la venuta meno del contratto gestionale. In commissione di garanzia del 3 luglio scorso era emerso che si stava valutando la possibilità di un affido temporaneo alla Dog Village, a seguito di un accordo con un’associata (che rappresentava in maniera 'anomala' l’Associazione, a seguito delle note controversie giudiziarie tra i soci). Una transazione che, nel superare le difficoltà relazionali del passato, avrebbe comportato la restituzione dell’area di sgambettamento e la rinuncia al ricorso in giudizio per le spese non riconosciute, con un rinnovo per un paio di anni a costi notevolmente ridotti, rispetto alla convenzione".

"Nel frattempo, tuttavia l’insegna del canile è stata rimossa e oggi sostituita con 'centro di adozione'. Un canile ben integrato nel tessuto urbano e confinante con il Parco della Libertà che grazie alla riqualificazione e alla gestione negli ultimi anni da parte della stessa associazione, attraverso un modello a dimensione di famiglia e di bambino, consentiva di mettere in atto il concetto di parco-canile ritenuto un polo di eccellenza e un modello sociale di interazione per promuovere le adozioni e scoraggiare nel contempo le lunghe permanenze dei cani, con alleggerimento dei costi a carico dell’ente comunale".

Sollecitano, "Il periodo di lockdown è terminato da tempo, ora l’Amministrazione dia risposte su ciò che intende fare con il canile: se c’è la volontà di procrastinare una convenzione e con quali modalità, visto che è scaduta da tempo, tra l’altro con un gestore che ha più volte diffidato; cosa intende fare con il bar del parco che è chiuso e che invece è un bene pubblico che dovrebbe essere restituito al più presto alla collettività, in quanto non assolve solo a funzione di vendita, ma funge anche da pubblico servizio annesso al parco". Chiedono: "su questa situazione diventata ormai paradossale si faccia chiarezza una volta per tutte, piuttosto che, come prassi consolidata, procedere per tentativi che variano in base all’interlocutore, senza avere una visione d’insieme sulla sua risoluzione".

Ultima modifica il Giovedì, 30 Luglio 2020 19:19