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Lunedì, 24 Agosto 2020 15:23

Covid, in Abruzzo 4 nuovi contagi. Attualmente positivi ora sono 336

Esposto di Pettinari per ospedale Covid. I nuovi casi tutti in provincia de L'Aquila. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

Sono complessivamente 3652 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Rispetto a ieri si registrano 4 nuovi casi (di età compresa tra 19 e 88 anni), mentre il numero dei pazienti deceduti resta fermo a 472. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 2844 dimessi/guariti (invariato rispetto a ieri, di cui 11 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 2833 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 336 (+4 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 148149 test. 34 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 1 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 301 (+1 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 345 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+4 rispetto a ieri), 899 in provincia di Chieti (+1), 1674 in provincia di Pescara, 701 in provincia di Teramo, 31 fuori regione e 2 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. 

Pettinari, esposto alla Procura per ospedale Covid.

L’Ospedale Covid di Pescara sarà al centro di un esposto alla Procura della Repubblica che presenterà il Vice Presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S).

“A seguito delle mie interlocuzioni con gli uffici regionali e della Asl – spiega lo stesso Pettinari – non posso ritenermi soddisfatto delle risposte che mi sono state fornite in merito ad alcune criticità strutturali e, in particolar modo, sulla presenza di pannelli esterni di amianto nell’edificio che ospita il nuovo ospedale Covid di Pescara. Ritengo mio dovere, quindi, svolgere fino in fondo il mio ruolo di sindacato ispettivo e porre le perplessità all’organo giudiziario per far valutare se tutto quanto necessario è stato eseguito correttamente. A quanto si evince dal carteggio tra me e gli uffici preposti – continua Pettinari - le analisi sulla consistenza dell’amianto sono state eseguite nel 2009, e l'anno successivo, 2010, sono stati rilevati i campionamenti in aria al fine di verificare eventuali dispersioni nocive. Successivamente, solo nel 2015, la Asl avrebbe attuato un programma di monitoraggio e custodia dell’amianto. Per i rilevamenti in aria, invece, l’unico dato a noi fornito risale al campionamento eseguito addirittura nel lontano 2010. A questo punto mi chiedo, perché hanno aspettato il 2015 per il monitoraggio e addirittura, stando ai dati da loro comunicati, da 10 anni nessuno avrebbe eseguito dei campionamenti in aria visto che la palazzina in questione insiste nel complesso ospedaliero? E perché, sempre a quanto risulta dai dati da loro forniti, non sembra essere stato attivato un monitoraggio prima di avviare i lavori per l’ospedale Covid? Se oggi si trovasse una traccia di amianto dopo la realizzazione dell’Ospedale? Parliamo di azioni di controllo che dovrebbero, a mio avviso e non solo, essere eseguite annualmente. Del resto – incalza il Vice Presidente del Consiglio regionale - dei rischi legati all’amianto si trova traccia anche nel piano triennale 2020/2022. Infatti, prima di pensare alla palazzina Ex Ivap come sede per l’ospedale Covid, la Asl nella previsione triennale aveva indicato di voler realizzare nella struttura un polo Onco-ematologico. Come si legge dai documenti, i lavori per il Polo prevedevano la rimozione dei pannelli esterni in amianto e la successiva sostituzione con idonei pannelli isolanti a facciata continua. Perché, quindi, per il Polo Onco-ematologico si è riconosciuta la necessità della rimozione dei pannelli in amianto e per l’ospedale Covid questo adeguamento non è stato considerato necessario? Oltre a queste gravi nebulosità, la struttura presenta altri fattori di rischio: l’inagibilità della scala anti incendio esterna, tanto che il piano di fuga prevede l’utilizzo delle scale interne; e l’ascensore non adeguatamente spazioso per trasportare i letti di degenza, costringendo il personale a spostare il paziente su barelle più piccole per trasferirlo da un’ala all’altra per eseguire esami o terapie. L’ospedale Covid - conclude Pettinari - ci è stato venduto come un esempio di straordinaria efficienza, ma è importante che la sete di consenso di una parte politica non venga appagata propinando alla cittadinanza abruzzese una struttura non adeguata. La salute pubblica è un bene superiore che, maggiormente in questi periodi in cui l’ombra dell’emergenza sanitaria torna ad assumere forme pericolose, deve essere garantita al di sopra di ogni sospetto”.

Ultima modifica il Lunedì, 24 Agosto 2020 15:33