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Martedì, 24 Novembre 2020 17:06

Splendi più che puoi, l'amore non fa rima con la violenza.

RUBRICA SPAZIO LIBRI a cura di Alleva Irma

In leggero anticipo rispetto alla programmazione solita, Spazio Libri torna con un nuovo appuntamento, voluto in questo 25 novembre, proprio nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, con un libro che si cala appieno nell’argomento e che a me è piaciuto molto, sto parlando di Splendi più che puoi di Sara Rattaro.

L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.

La scrittrice parte da una vicenda vera, come se ne ascoltano tante, purtroppo molto di frequente, ma ciò non vuol dire che è abbastanza. Parlarne, raccontare, non è mai sufficiente. Emma è una donna e una madre che subisce, tollera e a volte quasi giustifica l’uomo che le sta accanto e che la sta soffocando in un amore malato, se di amore si può parlare. Sara Rattaro trascina il lettore in situazioni scomode e per niente normali, per scuoterlo e metterlo di fronte al fatto compiuto, a dinamiche legate alla violenza domestica, ad aggressioni verbali e fisiche sempre peggiori, difficili da controllare e gestire. Perché un uomo che si comporta così è una persona con problemi seri da risolvere, non è da giustificare né tantomeno da proteggere dietro l’atteggiamento da crocerossine, prima che sia troppo tardi.

Non vi nascondo che più volte ho avuto la sensazione di richiuderlo, questo libro, per rabbia e sdegno ma la speciale capacità narrativa della scrittrice mi spingeva a proseguire anche per non lasciare sola la protagonista di una storia che trascina con sé il dolore e l’incredulità nel dover sottostare a umiliazioni soprattutto psicologiche ed emotive. Quelle che poi lasciano i segni più profondi.

Pensate che solo dal 2001 la legislazione italiana garantisce la tutela contro la violenza nelle relazioni familiari e solo nel 2009 sono state inasprite le pene per la violenza sessuale e introdotto il reato di atti persecutori (lo stalking) ma nella maggioranza dei casi viene meno una giustizia vera. Passi avanti sono stati compiuti ma parecchio ancora c’è da fare. Vi lascio delle percentuali che a me fanno scuotere la testa, è un problema che colpisce il 35% delle donne in tutto il mondo e cosa ben più grave è che ad infliggere violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo.

Vorrei tanto che non fossero sempre le donne a parlarne o ad essere solidali con le altre donne, mi piacerebbe sentire anche voci maschili, che non devono essere chiamati in causa per esprimere dissenso ma prendere spontaneamente la parola e soprattutto la distanza da comportamenti inaccettabili. Perché leggerlo? Splendi più che puoi racconta un percorso complicato, di ricostruzione, per tornare a splendere appunto. Perché si può. Ma bisogna volerlo, mettere da parte la paura, la vergogna e il senso di solitudine per denunciare e chiedere aiuto. “Per tutti gli sbagli commessi. Per tutto l’amore da dare. Per tutti i sogni del cuore. E’ per questo che torniamo a splendere.”