Regioni, province e comuni preoccupati dalle conseguenze sul piano economico e occupazionale, ma d'accordo sull'impianto del dpcm e sulle misure: chiesti ristori certi.
Nel corso dell’incontro tra Governo, Regioni, Province e Comuni, il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio interviene sulle misure del prossimo DpCm e chiede di lasciare le Regioni nella zona di appartenenza anche nel fine settimana:
"Le modifiche che il Governo propone per restringere i criteri e rendere più ‘facile’ l’accesso alla zona arancione o rossa, prevedendo l’arrivo di una terza ondata già molto presente in gran parte dell’Europa, hanno un senso se si basano su criteri oggettivi e misurabili, e come tali comprensibili e intellegibili anche ai cittadini comuni. Tra questi criteri, non c’è dubbio che il tasso di occupazione dei posti letto sia quello meno manipolabile e di più chiara comprensione. Soprattutto, le restrizioni sono sostenibili e possono essere accettate da famiglie e imprese già duramente provate, se i ristori e gli indennizzi saranno parallelamente congrui, veloci, adeguati. Ci sono categorie ormai al limite della capacità di resistere. Senza nuovi e più consistenti iniezioni di contante non potranno reggere ulteriormente l’urto. Una nuova ‘stretta’ sul settore della somministrazione e ristorazione non può ad esempio essere sostenuta senza nuovi interventi, anche sul resto della filiera (fornitori, distributori…) e non solo sugli esercenti. Analogo discorso vale per il settore del turismo, in questo periodo in particolare per quello legato alla neve. La proposta del Governo di rinviare l’apertura a dopo il 18 gennaio significa per molte stazioni (e per il loro indotto) la definitiva rinuncia all’intera stagione. Nelle misure da confermare o rivedere con il prossimo DPCM, ho chiesto di non prorogare la misura di applicare la fascia arancione nei fine settimana per tutti, lasciando a ogni regione le misure relative alla rispettiva fascia di appartenenza".
1157 Vaccinazioni oggi
Sono 1157 le vaccinazioni anti Covid 19 eseguite nella giornata di oggi, fino alle ore 18, nei punti di somministrazione individuati dalle Asl. Le operazioni sono ancora in corso. Nel dettaglio, nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sono state inoculate 540 dosi, nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti 223, nella Asl di Pescara 394. Le vaccinazioni hanno riguardato 403 maschi e 754 femmine. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.
120 nuovi casi e 8 morti
Sono complessivamente 37873 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Rispetto a ieri si registrano 120 nuovi casi (di età compresa tra 5 e 94 anni). I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 19, di cui 1 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Pescara, 16 in provincia di Chieti e 1 in provincia di Teramo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi e sale a 1285 (di età compresa tra 58 e 94 anni, 3 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Teramo e 1 residente fuori regione). Del totale odierno, 3 casi fanno riferimento a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 25208 dimessi/guariti (+273 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 11380 (-161 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 543730 tamponi molecolari (+1317 rispetto a ieri). 471 pazienti (+6 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 38 (-3 rispetto a ieri con 1 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10871 (-164 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Del totale dei casi positivi, 11499 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+13 rispetto a ieri), 8196 in provincia di Chieti (+51), 7635 in provincia di Pescara (+30), 10061 in provincia di Teramo (+25), 316 fuori regione (+2) e 166 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.



