"Non sapevo neanche sognare", declama in una propria poesia. St. Moritz , Ginevra, Girona, Parigi, New York, Barbados, Roma, Milano, tantissimi luoghi importanti in Italia e nel mondo hanno avuto il piacere di ospitare una mostra di Gino Berardi, Cavaliere e Commendatore, insignito dal Presidente della Repubblica.
In una video intervista, girata nel suo atelier Spazio arte in viale Strasburgo a Montesilvano, si racconta.
"Io nasco impressionista, poi ho scelto di diventare più astratto e informale".
Fu il suo maestro alle elementari a comprendere il dono di Gino, "mi regalò dei colori per poter disegnare". Poi il parroco del paese, lo 'prelevò' con la propria Topolino, da adolescente, e lo portò a Pescara per studiare. "Lavoravo come cameriere durante l'estate per guadagnare qualcosa". E lì l'offerta di collaborazione che lo proiettò in Svizzera e nel mondo. "Conobbi un signore che aveva una catena di alberghi e colsi l'opportunità di andare all'estero".
Non trascurò mai la pittura, andava in giro con i suoi pennarelli a spirito e la sera nei locali 'in' della città, sul sottofondo musicale dell'orchestra Jazz, con una tecnica particolare e creativa, metteva in un angolo del bancone e disegnava intingendo il dito nel Whisky e dava forma ai colori. "Ricordo St. Moritz, ho incontrato tanti pittori prestigiosi e personaggi famosi, attori, cantanti..."
Tornato a Pescara lavorò per oltre 30 anni nell'insegnamento.
Sfoglia l'album delle foto da cui appaiono immagini con Vittorio Sgarbi, Giò Di Tonno, Mino Reitano, Josephin Baker e tanti altri. Tv, spettacolo, radio, mostre nel mondo, Gino Berardi è continuamente attivo in tanti campi ma la sua passione rimane la pittura.
Uno degli eventi più importanti fu a Rochester, New York, dove fu accolto dal console di origine italiana e all'inaugurazione fu invitato ad una cena con trecento persone, dove, per omaggiarlo, tutto era a tema tricolore. In Spagna, a Girona, fu chiamato da un ex alunno per una personale, "un mio quadro è ora nel museo contemporaneo".
Personaggio empatico, dal sorriso solare, Gino, che ama partecipare alle collettive, sempre disponibile con i colleghi, continua a dipingere anche durante questo anno di pandemia, "ora non è possibile organizzare mostre, ma io continuo a lavorare, i miei quadri sono là, poi si vedrà".



