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Venerdì, 07 Maggio 2021 18:58

Pereto. The Blind Leading The Blind”

Scritto da nefer

mostra collettiva intitolata “The Blind Leading The Blind” che inaugura sabato 15 maggio dalle 12 alle 16 nella sede della galleria Monitor di Pereto

La mostra, a cura di Lucia Cantò (Pescara 1995) - la cui personale è al momento ospitata presso la galleria di Roma-, presenta i lavori di Francesco Alberico, Simone Camerlengo, Matteo Fato, Giovanni Paolo Fedele, Gioele Pomante, Lorenzo Kamerlengo, Gianluca Ragni e Eliano Serafini.

8 artisti uomini come 8 sono le gambe citate da Louise Bourgeois, nell’opera dal cui titolo trae ispirazione quello della mostra. Una scultura che nella sua prima versione nasce da un ricordo infantile dell’artista francese, rievocando la paura immobilizzante causata dalla visione dell’agglomerato di gambe, animate e inanimate, osservate da sotto il tavolo al fianco del fratello. Gli otto artisti invitati, attraverso le proprie opere, instaureranno un dialogo non solo sulle corrispettive ricerche ma soprattutto sul tema della fragilità, della tenerezza e della vulnerabilità delle relazioni all'interno di un gruppo.

La mostra è strutturata su un invito aperto alla condivisione di suggestioni generate dal confronto con un corpus testuale che ha avuto come punto di partenza il sentire femminile, frammenti estratti dall’intervista dell’artista Louise Bourgeois in conversazione con Alain Kirili, riportati in “ Distruzione del padre / Ricostruzione del padre” , passando per la prefazione di Simone Weil “ La persona e il sacro” , sfiorando infine alcuni passaggi dalla raccolta più recente del collettivo Diotima “ La Magica forza del Negativo”, attraverso la riflessione di Chiara Zamboni “Quando il rea le si crepa ”.

Un invito a prendere in esame la vulnerabilità, imposta dalle varie condizioni di cecità che determinano l’andamento di un gruppo, in cui l’uno si affida all’altro per procedere, accettando il rischio di arrivare a una meta catastrofica, alla caduta in un fosso. Una protezione reciproca, a volte fallimentare, che vede le opere come i reali interlocutori di uno sforzo che porta in sé una pericolosità mista a tenerezza. La mostra collettiva si costruisce su distanze fisiche che toccano geografie antitetiche, da Termoli, in Molise, fino a Libreville, in Gabon, avendo come perno centrale d ’ incontro lo studio delle “Case Popolari” di Pescara. La ferita e la stupefacente fragilità dichiarata sono state delle costanti durante il dialogo di questi mesi instaurato vicendevolmente degli artisti invitati, che hanno percorso il tema seguendo vie inaspettate rispetto alle premesse della nostra partenza. Con un orecchio teso ad un sussurro femminile che si va poi perdendo nel nero. Durante la giornata di apertura della mostra , presso Piazza Maccafani, ci sarà u n’ azione, una ‘ serenata ’ a cura di Matteo Fato. La mostra sarà inoltre accompagnata dal lancio di un progetto editoriale inedito e dal titolo omonimo, a cura di Lucia Canto’ e sviluppato in collaborazione con gli artisti presenti in mostra. "Sebbene mi senta protettiva nei confronti del fallo, non vuol dire che non ne abbia paura: non stuzzicare il can che dorme. Neghi la paura come un domatore di leoni. C'è pericolo e assenza di paura.”