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Martedì, 08 Giugno 2021 17:17

Montesilvano, tour dei non luoghi cittadini. Avrebbero potuti essere bellezza ma sono rimasti degrado.

Scritto da Angela Curatolo
edifici pubblici in degrado edifici pubblici in degrado

Sognare non è peccato, ancor di più aiuta se si sogna insieme. Così i tanti edifici pubblici di Montesilvano, degradati, abbandonati, seppur storici, possono diventare oggetto di un tour dei sogni e fantasia architettonica, della progettualità inesplorata che gira sul processore ad oggi più grande: la mente.

Succede quando si passeggia per la città, si pensa e si dice: "questo potrebbe essere un museo, questo luogo di incontro... questa una biblioteca..."

Un giro attraverso i manufatti della città chiusi per inagibilità e degrado, immaginando cosa sarebbero potuti essere oggi, musei, biblioteche, Accademie d'arte, teatri, polivalenti artistici e intrattenimento. E per un solo secondo chiudere gli occhi e volare sulle ali della fantasia in quell'Universo parallelo dove ciò è avvenuto, perchè le scelte sono state diverse, le priorità sono state diverse, la sensibilità, la cura, l'intelligenza e la lungimiranza hanno prevalso.

Si parte dal più importante degli edifici, vittima dell'artifizio demoniaco di quel pensiero politico che ha dominato la città da decenni, che non ha saputo battersi per la rinascita di un importante complesso: Stella Maris.

Di proprietà della Regione Abruzzo, gestita dalla Provincia di Pescara, attualmente chiusa, la ex colonia in stile razionalista, di epoca fascista, dalla forma di aeroplano, nonostante il cospicuo investimento della Provincia, interrotto prima del 2010, non si è riuscita a trovare la giusta idea. Mai ripreso realmente il suo restauro, negli ultimi anni a tozzi e bocconi, si tenta di definire la struttura e trovare convergenza per la sua destinazione.

Sfumata la proposta di corsi di Accademia belle arti di taglio e cucito per costumi teatrali, è ritornata l'ipotesi di convitto per l'alberghiero e colonia infantile per Picciano. Successivamente bloccati, i lavori sono ora in corso in attesa di sapere se diventerà un museo, luogo di cultura o altro. Il suo terrazzo enorme potrebbe in estate ospitare musica e allegria in stile Miami, sul terreno intorno si potrebbe costruire una piscina. Qualsiasi cosa sarebbe ben accetta purchè di grande attrazione.

Nel frattempo è stato eliminato il boschetto dietro all'edificio. In estate si usa come parcheggio. Ogni anno i turisti chiedono che cosa sia e perchè non venga utilizzata. 

Camminando per via Marinelli, arrivati su Via Nazionale Adriatica, si può ammirare Villa Delfico.

Di proprietà della città di Montesilvano, del Comune, da otre 10 anni, è stata oggetto di un grande concorso europeo a cura dell'Architetto Nuvolari, che raccogliendo  i progetti dei partecipanti ne ha fatto una mostra arrivata persino al Maxxi di Roma. Tutte le proposte sono contenute in un libro introvabile e prezioso.

Purtroppo i soldi per coprire le spese per il restauro dell'edificio e la costruzione del giardino botanico previsto nel vasto appezzamento retrostante, non sono mai stati trovati. Da allora il manufatto dei primi del 1800, tanto voluto e amato da Gregorio De Fillippis Delfico, è in abbandono. Posseduta da Filippo e poi da sua figlia Diomira, la villa è stata edificata tra i pini d'Aleppo, confina con la strada parco, ha ben 19 vani, ideale per un museo etnografico o pinacoteca. Era stato donato all'ospedale di Sulmona per farne un pronto soccorso o un asilo infantile dai proprietari. Dopo esser stata scuola finì in abbandono.

Il Sindaco attuale, Ottavio de Martinis, annunciò la costruzione di un teatro dietro la villa. L'idea del giardino botanico era molto bella e si spera che rimanga in piedi. La villa sta cadendo a pezzi.

Ora è un rudere, murata, rimane pezzo storico cittadino.

Proseguendo nel tour, si arriva passeggiando verso il centro, all'Ex FEA, altro palazzo importante per la storia di Montesilvano, legata alla vecchia stazione, di proprietà comunale. Purtroppo inagibile, è chiusa. Sicuramente si presta a diventare biblioteca cittadina comunale, luogo di incontro culturale. Intanto dietro sono stati eliminati tutti gli alberi che c'erano da decenni.

Tralasciando alcuni storici edifici perchè di proprietà privata, come l'ex fabbrica in una traversa di Via Roma, corso principale, si può prendere la via Vestina, per arrivare a piedi e provare il brivido delle auto che passano vicine ai pedoni in alcuni lunghi percorsi della via provinciale. Sconsigliato perciò percorrerla in bici, anche se molti lo fanno tutti i giorni. Si può immaginare il boulevard pieno di negozi sulla via Vestina mai costruito, però c'è uno studio disponibile.

Arrivati al quartiere Ranalli, si gira per raggiungere via Chiarini e ammirare due importanti esemplari di rovine archeologiche urbane: il bocciodromo e la scuola di Legno in via Migliorino Di Pietro.

Qui si può 'sognare sul materiale versato'.

Sul bocciodromo, così da quasi 20 anni, forse più, tante ipotesi, tra tutte però torna quella originaria in concorrenza con la demolizione, come la scuola di fronte di legno, per recuperare un grosso parco verde. Comunque rimangono così e sono due pezzi da museo cittadino.

Non è finita.

Davanti al cimitero c'è una piccola casa, apparteneva al custode un tempo. Molto deliziosa, potrebbe prestarsi a tante idee culturali, intrattenimento, un locale, tutte con un risvolto attrattivo con il tema horror: letterature, arte, reading, museo.

Attualmente è murata.

Il tour dei sogni potrebbe proseguire sul Colle ma ad un certo punto la fantasia deve rigenerarsi con la speranza. E poi si può ricominciare.

Ultima modifica il Martedì, 08 Giugno 2021 19:34