Il piano di riordino ospedaliero presentato dall’assessora alla sanità Nicoletta Verì rischia di essere l’ennesima beffa per la comunità vestina. Si legge in una nota di Gabriele Frisa e Michele Giancaterino. "Occorre fare molto di più per ripagare i sacrifici di un territorio che ha visto progressivamente lo smantellamento, reparto per reparto, dell’ospedale di Penne. Nell’ultimo ventennio le giunte regionali di centrodestra e centrosinistra hanno portato avanti le medesime politiche di tagli e disinvestimento comprimendo il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione repubblicana." Affermano. "È il momento di restituire: la sanità pubblica e di prossimità deve essere la priorità e il perno nella ricostruzione del paese, per uscire dalla crisi economica, sociale e ambientale che tutti stiamo vivendo".
In Piazza Luca da Penne giovedì 29 luglio dalle ore 15,30 ci sarà una manifestazione, "abbiamo preso un impegno con i cittadini lo scorso 3 luglio e lo abbiamo mantenuto, per far sentire la nostra voce e per chiedere alla giunta e al consiglio regionale un cambio di passo. "In vista dell’approvazione del piano di rioridino sanitario in consiglio regionale abbiamo inviato una richiesta di incontro a Penne ai consiglieri regionali, al presidente Marsilio, all’assessore Nicoletta Verì e alle parti sociali per la giornata di giovedì 29 luglio. Vogliamo risposte, ovvero investimenti in strutture e personale medico e un piano che smetta di fare distinzioni tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. I soldi ci sono, la sanità pubblica deve essere il cuore della ripartenza, basta coccole alle cliniche private, basta alla proliferazione di centri diagnostici privati, mentre le strutture pubbliche vanno in malora. "



