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Lunedì, 09 Agosto 2021 14:57

Pescara. La Riserva non si tocca. Protesta di coordinamento associazioni.

Il Coordinamento Salviamo gli Alberi e i cittadini di Pescara ieri si sono dati appuntamento per un presidio in via Scarfoglio, all'ingresso della Riserva.

A una settimana dal grande incendio che ha colpito il cuore della Città, si è svolta una assemblea partecipata da molti cittadini su quello che è accaduto, sulla storia della Riserva e sul suo futuro. Durante il presidio sono intervenuti associazioni e cittadini che si occupano di verde, natura, urbanistica, architettura e del sociale, per ribadire tutti insieme che "la Riserva è un bene prezioso per tutta la regione, bisogna preservarla, trattarla finalmente come merita, salvaguardandola, proteggendola dalla mano dell’uomo, quando è dolosa o colposa, e dagli eventi tragici dei cambiamenti climatici. E’ un bene troppo prezioso per sprecarne le potenzialità, per annullarla, trattandola come semplice “parco cittadino”. Adesso è importante creare un team di esperti che abbiano grande conoscenza ed esperienza per affrontare il tema della rinascita della Riserva, un team per il quale il Coordinamento sta prendendo contatti, perché tutti noi siamo coinvolti. Ogni decisione ora è prematura. Ogni decisione presa ora sarebbe solo affrettata e priva di fondamento scientifico."

Durante il presidio di fronte ai cancelli della Riserva, il Coordinamento è tornato a dire:

1. La Riserva Pineta Dannunziana e i suoi pini sono elementi identitari della nostra città. I suoi alberi non devono essere tagliati, lasciamo riposare la Natura dopo il grande incendio, le sue capacità di resilienza possono salvarla! 

2. La Riserva salvaguardia la biodiversità e le peculiarità di un ambiente raro e prezioso. Nessuno può chiedere di declassarla! E' piuttosto il vanto e l'orgoglio della città di Pescara.

3.Il comparto 5 andato a fuoco era a 'maggiore tutela naturale' e poteva e doveva essere gestito da addetti ai lavori, per garantirne la fruibilità a scopo didattico e di studio.

4. La Riserva di Pescara è stata istituita nel 2000, per 21 anni le amministrazioni comunali non hanno attivato il Piano di Assetto Naturalistico, strumento essenziale di gestione. 

5. La Riserva Pineta Dannunziana oggi più che mai ha necessità di un direttore, di un comitato di gestione e di un tavolo di esperti, perché situazioni così tragiche vanno PREVENUTE!

6. Fermiamo i tagli e le potature dentro la Riserva e nella città. Non possiamo permetterci di perdere un altro solo albero! 7. Occorre SUBITO sorveglianza attiva sempre, la Riserva è sotto attacco.

Le Associazioni del coordinamento “SalviAmo gli alberi di Pescara” sono: Archeoclub di Pescrara - Ecoistituto Abruzzo – Italia Nostra sezione “Lucia Gorgoni” di Pescara - Gruppo Unitario Foreste Italiane - Mila Donnambiente - Le Majellane – La Galina Caminante - CONALPA delegazione Pescara Chieti - Comitato Strada Parco Bene Comune – AIAPP LAMS - FIAB Pescara Bici - Associazione ASTRA – Centro DEVA – Comitato Oltre il Gazebo – Touring Club sezione di Pescara - Associazione Ville e Palazzi Dannunziani

Il presidente Giulio De Collibus interviene per precisare alcune cose sulla pineta dannunziana.

"Il presidente dell'ordine provinciale degli agronomi, dr. Matteo Colarossi, non perde occasione per sostenere che la pineta dannunziana sarebbe stata realizzata artificialmente dalla famiglia d'Avalos negli anni intorno al 1500 e che, quindi, non è meritevole di particolari tutele ambientali se non di quelle riservate ad un giardino pubblico. Poiché questa notizia, evidentemente sfuggita ai bravi ed attenti storici abruzzesi, sarebbe molto importante per arricchire la storia della nostra città, preghiamo il dr. Colarossi di voler cortesemente fornire le basi storiche, archivistiche e/o bibliografiche a sostegno di questa assoluta novità. Resta comunque da capire: • quando i d’Avalos, e chi di essi, avrebbero intrapreso la realizzazione della pineta dato che solo dal 1532, con Costanza, essi sono entrati veramente in possesso effettivo del feudo;

• a cosa si riferissero allora i boschi ereditati poco dopo da Ferrante d'Avalos nel 1546 per 15 tomoli verso Francavilla ( 3.243 mq) e 25 tomoli verso Montesilvano (8.100 mq.) ;

• da dove arrivasse, allora, la grande quantità di legname necessaria per la costruzione della piazzaforte iniziata già dal 1557. Alla luce di quanto sostenuto ne conseguirebbe anche un'altra importante notizia che stravolgerebbe le conoscenze che si hanno sulla potenza dei d'Avalos, che dimostrerebbero quindi di aver disposto (fra un debito e l’altro) di ricchezze ancora superiori a quelle pur ingenti sinora note. Risulterebbero infatti essere stati proprietari di una quantità immensa di territori in molte regioni lungo la costa poiché la fascia boschiva del Pinus halepensis della nostra pineta, si estendeva ininterrottamente dal Gargano sino a Rimini. Restiamo in attesa di essere illuminati." 

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